Calo delle nascite, per Capone dell’Ugl “occorre puntare su una occupazione stabile”

mercoledì 28 novembre 18:58 - di Redazione

Paolo Capone, Segretario generale dell’Ugl, in merito ai dati rilasciati dall’Istat sul calo delle nascite, ha dichiarato: “Gli ultimi dati Istat evidenziano come ci siano state circa 120 mila nascite in meno rispetto al 2008, l’anno in cui è partita la crisi dell’economia internazionale. Questo è un triste campanello di allarme che sottolinea come l’Italia sia diventato un Paese stanco e sempre più vecchio. Complice anche la fuga dei giovani all’estero che creandosi un futuro fuori dalla propria patria, contribuiscono a impoverire la nazione non solo culturalmente, ma anche dal punto di vista demografico. Per questo, bisogna invertire la rotta con adeguate politiche di welfare famigliare e sociale, volte a far ripartire la nostra economia e a dare fiducia alle future generazioni. Quindi, puntare sull’occupazione stabile e combattere il precariato devono essere i pilastri su cui fondare le future scelte economiche del nostro Paese”.

Calo delle nascita, Fontana: un codice della natalità

“Un codice della natalità che in modo strutturale e definitivo affronti il tema del rilancio demografico”. E’ l’iniziativa avviata dal ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, e annunciata nel giorno del report Istat su “Natalità e fecondità della popolazione residente”. “Gli ultimi dati Istat – spiega il ministro – confermano l’idea maturata nell’ambito delle nostre analisi tecniche, e cioè che il contrasto alla riduzione della natalità necessita di un piano di interventi strutturale e il superamento delle politiche ereditate dai precedenti governi, che non hanno affrontato in modo sistemico questo fenomeno. Come noto, già nella presentazione degli incentivi alla natalità abbiamo introdotto correttivi, che riguardano soprattutto il rafforzamento delle misure relative ai figli di ordine superiore al primo, sulla base dei precedenti dati Istat, che rivelavano una contrazione su questo punto”.

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