Ipocriti e assassini. Per la dinastia Saudita la fine sembra più vicina

martedì 20 novembre 11:41 - di Tano Canino

Ipocriti e assassini: ecco chi sono i Sa’ud d’Arabia. Un’ennesima riprova se n’è avuta in queste ore quando il Re Salman ha avuto l’improntitudine di tessere le lodi della giustizia del suo paese e ha pure espresso appoggio al figlio, il principe ereditario Mohammed Bin Salman mandante certo e smascherato dell’uccisione del giornalista, critico col regime, Jamal Khashoggi. Ipocriti e assassini. Senza alcun dubbio è così, nonostante in molti in Occidente volgano ancora la testa dall’altra parte per non vedere i misfatti di questo potere assoluto. Basti pensare alle sofferenze che la dinastia sta infliggendo ogni giorno alla popolazione inerme dello Yemen con bombardamenti a tappeto indiscriminati. Ma siccome tutti i nodi prima o poi vengono al pettine, c’è adesso solo da capire sino a quando questa famiglia di criminali che galleggia sul petrolio, potrà agire nell’assoluta impunità grazie alla protezione degli Stati Uniti e all’amicizia interessata di Israele in funzione anti Iran. La loro implosione, in effetti, sembra vicina. Il barbaro omicidio (con tanto di smembramento del corpo) di Khashoggi nella sede del consolato saudita a Istanbul sembra aver rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso di vergogne, iniquità e impunità. Nequizie che durano da quasi un secolo. Per questi predoni sfrontati, attenti solo ad ingrassare e al loro tornaconto, sembrerebbe essere suonata la campanella dell’ultimo giro. Nonostante la cautela di Donald Trump (l’amicizia di suo genero Jared Kushner per l’assassino Bin Salman, erede al trono) per i miliardi di dollari in armamenti già sottoscritti da Riyad che gli americani non vogliono ovviamente perdere, l’orribile verità scoperchiata a Istanbul non può essere più nascosta. E si sa come a volte basti un piccolo granello di sabbia per far andare in panne anche il più potente e rodato dei motori. Ecco, il barbaro assassinio di Khashoggi sembra proprio che possa avere quest’effetto. Un bene per il mondo intero che potrà liberarsi di questa famiglia di ipocriti e assassini.

 

Commenti

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  • nmollic@tiscali.it 21 novembre 2018

    Non credo rapida la fine dei Saud, anche se il regime teocratico integralista sta traballando: la guerra nello Yemen che non riesce a vincere, quella persa in Siria ne sono un’avvisaglia. Il commentatore Mauro che afferma “se la dinastia venisse spodestata si ritornerebbe ad avere meno diritti” non sa di che parla, o forse parla apposta così. Prima dei Saud in Arabia c’era la dinastia hashemita, alleata di Lawrence ‘Arabia, la quale si è ora ridotta, dopo l’esilio, a governare solo la Giordania. E mi sembra che in Giordania ci siano molti più diritti che nel regime wahhabita saudita!

  • maurocollavini@libero.it 21 novembre 2018

    C’è da ricordare che comunque l’attuale principe saudita ha iniziato a fare delle innovazioni almeno sui diritti delle donne. Se la dinastia venisse spodestata si ritornerebbe ad avere meno diritti.

  • ilnemicoalleporte@email.it 20 novembre 2018

    Mah, Signor Tano Canino, mi sembra più un suo desiderio – giusto e comprensibile – che una reale possibilità, un pronostico. Quando ci sono di mezzo così tanti soldi e potere, chi sta seduto sulla poltrona, ci si è attaccato col mastice e col cemento…e poi come si dice : una rondine non fa primavera.
    Vedremo.

    • 392michael@gmail.com 22 novembre 2018

      Ben detto. La guerra del Yemen e anti Iran, Turchia guarda caso che dopo migliaia di arrstati tra giudici polizioti giornalisti e politici trova da sostenere i diritti dei giornalisti. Khashokgi era un pro Iran che scriveva qua e la sullo stesso Washinglton Post che non ha obiettato quando il suo capo redattore in Iran si era fatto 2 anni in galera iraniana. A noi va bene la sconfitta dell’Iran per mano di chichessia. Cosi guarderano di sfamare se stessi come Corea e Venezuela altri Paesi che si lasciano andare in politica invece del bene delle loro stesse masse. Iran arma e FA GUERRA in Líbano a Gaza in Yemen Siria e IRAQ. E cerca l’atomica per sconfigere l’America. Su questa bilancia io sto con l’America. E non piango i houthi morti mentre lanciano tanto che sono affamati missili su città saudite.