Inceneritori, Rampelli: «Le posizioni di Salvini sono antistoriche»

venerdì 16 novembre 17:36 - DI Redazione

‘«Alluminio, plastica, vetro, carta, umido, sono materie prime. Bruciarle è uno spreco, anche perché il pianeta non è infinito. Il futuro (ma in molti Paesi evoluti è già il presente) è il recupero totale e il riuso di quanto si produce, con una politica di eliminazione a monte delle poche materie non recuperabili». È quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia commentando le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Questa strategia che va sotto il nome di rifiuti zero che è oltretutto sana perché non produce diossine e salvaguarda la salute delle persone -sottolinea- è in competizione con gli inceneritori. Infatti l’inceneritore, per caratteristiche tecniche, deve bruciare quanto più materiale sia possibile, soprattutto plastiche, perché i forni devono sviluppare costantemente un numero minimo di chilocalorie. Cioè risulta alternativo alla raccolta differenziata».

«Al massimo -continua Rampelli- potremmo aver bisogno all’inizio di un inceneritore ogni 4 milioni di abitanti per chiudere il ciclo dei rifiuti, fino al raggiungimento dell’obiettivo strategico dei rifiuti zero Non certo quindi per scegliere di trattare i rifiuti bruciandoli invece che riducendoli e riutilizzandoli, istituendone uno per provincia. Le posizioni del ministro Salvini sono antistoriche, a San Francisco si viaggia già al ritmo del 90% di rifiuti recuperati. Non sono marziani, ma uominı», «Possiamo riuscirci anche noi se chi governa di mette in testa questi pochi elementari principi e capisce che la materia non si distrugge ma si trasforma e questo significa che ciò che bruci passa allo stato pericolosissimo per la respirazione umana di polvere sottile. Non la vedi, ma c’è e la respiri… Avanti tutta con rifiuti zero!».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • guido55@libero.it 17 novembre 2018

    Cerchiamo di fare un poco di luce sull’argomento. Capiamo subito di cosa si parla, inceneritori o termovalorizzatori? I primi bruciano e inquinano, i secondi bruciano solo quanto non è riciclabile, quindi alla base esiste da subito una raccolta differenziata. Quanto non è quindi riciclabile finisce poi nei termovalorizzatori che producono energia e se delle ultime generazioni non inquinano. Non lo dice il primo sprovveduto che passa ma è da tempo analisi da tenere in debita considerazione prima di lanciarsi in affermazioni che lascerei volentieri a 5S et similia. Poi se vogliamo lasciare tutto così e lamentarsi al primo incendio doloso, quello sì con emissioni nocive, beh allora basta dirlo.

  • Giuseppe Tolu 17 novembre 2018

    Il fatto è che i rifiuti continuano a bruciare senza inceneritori un po’ dappertutto, anche in discariche autorizzate. Si parla da anni di riciclo, ma in Italia si preferisce mandarli all’estero, pagando, e per poi farli rientrare, ripagando, sotto forma di energia ed altro. Allora, quando iniziamo a fare questo benedetto riciclo in Italia?

  • roccoangela60@yahoo.it 17 novembre 2018

    Purché si faccia qualcosa!sono anni che tutti parlano e di concreto nessuno fa niente,almeno Salvini ha cercato di dare una soluzione,anche se non condivisibile al cento per cento al problema…la verità è che noi italiani abbiamo sempre avuto a che fare con politici menefreghisti che hanno solo chiacchierato e mai agito…certe volte penso :”Ma che ha fatto di male questa bella Nazione per essere lasciata abbandonata a se stessa per anni e anni?”…adesso è l’ora di AGIRE e di fare le cose che si devono fare senza indugiare o perdersi nel chiacchiericcio inutile e deleterio per il Paese.

  • luciano.vignati@teletu.it 16 novembre 2018

    Caro Rampelli, mi dispiace contraddirla, anche lei da buon meridionale è al solito disinformato e ignorante in materia. Nei termo valorizzatori della Lombardia finiscono solo i rifiuti della raccolta indifferenziata fatta con sacchetti aventi un chip elettronico che identifica un determinato utente. Tutto il resto (carta, plastica, metalli, medicinali scaduti, lampadine, piccoli e grandi elettrodomestici e perfino il verde dei giardini e le macerie edili vengono ritirate o conferite alle piattaforme ecologiche appositamente attrezzate” Tutto quanto descritto avviene nella mia cittadina a nord di Milano così come centinaia di altri centri. L’anno scorso per la mia città, l’agenzia regionale per i rifiuti, ha certificato una raccolta differenziata pari al 85%. Come vede non occorre andare a San Francisco. Basta essere dei cittadini civili e non come a Roma o a Napoli che buttano di tutto in strada e la differenziata non sanno neanche cosa è. Anche a lei come a Di Maio dico che la cippa con i rifiuti centra.

  • an.marconcini@gmail.it 16 novembre 2018

    Conciso e chiaro.L’onorevole Rampelli ha colto nel segno senza paroloni o parolacce.I due vicepremier dovrebbero ogni tanto,non sempre,ma ogni tanto dare ascolto a chi ha studiato un ‘pochino’più di loro e che soprattutto ha più esperienza lavorativa considerato il fatto che nessuno dei nostri due baldi giovani ha mai lavorato in vita sua.Umiltà e modestia sono rare qualità e quando ci si atteggia a supereroi si finisce sempre col fare una meschina figura.FDI ha al suo interno uomini e donne col sale in zucca e con tanta voglia di fare,mi auguro perciò che ben presto possa entrare a far parte di questo governo poco stabile e con parecchie idee confuse,se non altro per portare un po’ d’ordine e chiarezza in attesa di un esecutivo che rappresenti di nuovo l’intero popolo del Centro Destra.