Il piano di Salvini: via i ribelli M5S, al governo deve entrare Giorgia Meloni

Odore di rimpasto nel governo gialloverde. Troppi i nodi che stanno venendo al pettine e che preoccupano non poco il vicepremier Luigi Di Maio: da ultimo Tap e Tav ma anche il decreto sicurezza, sul quale esiste una fronda grillina che potrebbe manifestarsi in aula in caso di voto segreto. All’orizzonte la sentenza su Virginia Raggi prevista per il 10 novembre e che rischia di  far franare il governo Cinquestelle della Capitale. E proprio a Roma guarda Salvini e prepara una strategia di conquista, ovviamente a braccetto con Giorgia Meloni. Proprio due giorni fa,mentre la città era spazzata dal maltempo e piovevano alberi, Salvini ha detto che molti romani pentiti ora vorrebbero proprio Giorgia al posto di Virginia.

La Lega scalpita. Matteo Salvini fa affermazioni che suonano all’orecchio dei più come una sconfessione dell’alleato: “Se governassi da solo potrei fare tante cose velocemente”. Luigi Di Maio è consapevole di questo pressing leghista al punto che – scrive Il Giornale – “non si è stupito più di tanto chi in privato lo ha sentito argomentare che «nei gruppi parlamentari c’è chi lavora per spaccare il M5s» e «favorire l’ingresso nel governo di Fratelli d’Italia». Il riferimento, niente affatto implicito, è al voto sul dl Sicurezza, che lunedì arriverà nell’aula del Senato. E pure alle posizioni tenute negli ultimi giorni dal sentore grillino De Falco, molto critico sul disegno di legge e considerato «troppo vicino» al partito della Meloni. Insomma, il vicepremier dà per certo che sia in corso un’operazione per puntellare il governo e rimpiazzare i dissidenti M5s con i 32 deputati e i 18 senatori di Fdi”.

Uno scenario opposto a quello di chi dà per certo l’acquisizione alla Lega di tutto lo spazio politico della destra, Fratelli d’Italia compresi. Salvini, al contrario, avrebbe tutto l’interesse a lavorare con al fianco Giorgia Meloni, vista la sintonia sui temi cari al leader leghista, dalla sicurezza all’immigrazione. E proprio sul decreto sicurezza potrebbe giungere il soccorso tricolore dei Fratelli purché, avverte Meloni, il governo non ponga la fiducia. «I numeri sono numeri, se davvero si apre un problema al Senato è chiaro che chiederanno a noi, non certo al Pd o a Forza Italia», chiosa non a caso il vicepresidente della Camera Rampelli. Insomma, potrebbe essere un primo passo per rafforzare l’asse sovranista mentre i sondaggisti fotografano il triste e progressivo declino di Forza Italia.