Fascistometro, l’Espresso lancia il test e la sinistra continua a farsi del male

Allegato all’ultimo libro di Michela Murgia, scrittrice antifà militante, che si intitola “Istruzioni per diventare fascisti” (Einaudi) c’è un test per misurare il quoziente di fascismo insito nel lettore. Tutto a scopo padagogico ovviamente sicché, se sei un sincero democratico e pensi che ad esempio la legittima difesa va rafforzata o ti fa rabbia lo stupratore se è anche un richiedente asilo, subito entri nel metaforico “confessionale” progressista per emendare i tuoi peccati reazionari e ti ravvedi.

A rilanciare questo esperimento inquisitorio è il settimanale L’Espresso e naturalmente con il test si sono cimentati in tanti, anche gente di sinistra, che ha trovato in sé qualche macchia da “ripulire”. Anche perché la Murgia ha in realtà escogitato una sorta di tranello per stilare il decalogo ideologico di una sinistra politicamente corretta in cui non trovano posto sfumature populiste, grilline, leghiste, nazionaliste. Mettendo sotto la sigla “fascismo” ogni pensiero da demonizzare e censurare di fatto Murgia ci propina ciò che lei pensa sia il cittadino modello di uno stato progressista e di sinistra.

Esempio: sei fascista se credi che “non abbiamo il dovere morale di accoglierli tutti” quindi il vero antifascista è per l’accoglienza indiscriminata dei migranti. Anche l’ex ministro Marco Minniti, in base a questo assunto, sarebbe un po’ “fascio”, ma andiamo avanti… Il top si sfiora quando passiamo ai dettami del credo “genderista”. Sei fascista se ritieni che i bambini devono fare i bambini e le bambine devono fare le bambine, ergo il vero antifascista che fa? Sogna un mondo popolato di bambini e bambine trans, cioè gioiosamente liberi di valicare i confini di genere. Guai, inoltre, ad essere orgoglioso della cultura occidentale. Il vero antifascista legge romanzi di autori ghanesi o tutt’al più cubani. Simpatizzi con la gente stanca dei politici? Malissimo, sei già con un piede nel peccato ideologico più grave. Il vero antifascista ha stima dei partiti e gli fa schifo “la gggente”. Ritieni  che i confini stabiliscano un connotato essenziale della sovranità (anche un somaro in storia delle dottrine politiche lo intuisce, ma la Murgia no…)? Bè allora odori di fascismo lontano un miglio. Il vero antifascista è internazionalista e per un mondo senza confini, tranne nel caso di alcune isole felici, come il borgo di Capalbio, dove i neri sono ritenuti contaminanti…

Infine l’ultima chicca: sei contro le quote rosa? Il fascismo si sta insinuando in te. E non fa nulla se anche Camille Paglia o Emma Bonino abbiano poca fiducia nelle quote o le abbiano apertamente criticate. Murgia le fa assurgere a dogma. Perciò il vero antifascista riterrà che ad esempio un sindaco donna come Virginia Raggi sia molto meglio, più affidabile e competente che so… di un Mimmo Lucano (sindaco di Riace) qualsiasi.

Come si vede si potrebbe andare ancora avanti, perché il fascistometro di Murgia trasuda goffaggine e luoghi comuni ma è soprattutto l’ennesimo boomerang che la sinistra si compiace di mettere in moto, come le magliette rosse, come l’uovo in faccia all’atleta nera Daisy, come le frasi di Lerner su Desirée Mariottini “drogata e figlia di spacciatore italiano”. Continuano allegramente, spensieratamente, sulla strada di un tafazzismo sempre più sorprendente. Così, il risultato di questo fascistometro, è quello di far divertire i fascisti e di far preoccupare quelli di sinistra. Peggio non poteva andare…