Di Maio tenta di respingere l’assalto dei ribelli M5S (e si consulta con Salvini)

Da una parte i ribelli dei Cinquestelle, che gli stanno dando filo da torcere e sparano a raffica contro Salvini. Dall’altro il rapporto “sotto processo” con il leader della Lega, un rapporto che non vuole compromettere. Il telefono allunga la vita e  Luigi Di Maio lo utilizza per parlare con l’altro vicepremier senza orecchie indiscrete, così da salvare capre e cavoli. Non a caso, nel nuovo libro di Bruno Vespa, ci tiene a sottolineare: «Il mio rapporto con Salvini è solidissimo. Se c’è qualcosa che non mi piace lo dico apertamente». Parla del suo rapporto con l’alleato di governo e minimizza sulle tensioni provocate dai dissidenti del Movimento che minacciano di non votare al Senato il decreto sicurezza. «Per tre volte avevo chiesto di correggere alcuni aspetti del condono che non mi convincevano e quando ho visto quel testo ho detto chiaramente come la pensavo. Mi ha fatto piacere che anche Salvini sia stato d’accordo nel migliorare quel punto. Noi e la Lega siamo molto diversi – ha detto ancora –  ma quando c’è dissenso discutiamo e troviamo l’accordo. Come per la prescrizione giudiziaria, tema anch’esso presente nel contratto di governo».

Di Maio: «A marzo il reddito di cittadinanza»

Poi durante una diretta Facebook rassicura la base del movimento sul reddito di cittadinanza e sulle pensioni. «Sui giornali scrivono sciocchezze, in legge di bilancio ci sono i soldi per il reddito di cittadinanza e per “quota 100”. C’è la ciccia, ovvero i soldi per far funzionare le norme» che introdurranno il reddito di cittadinanza e la riforma della Fornero. E affermando che «ci sono circa due mesi per perfezionare tutti i dettagli, in modo che il 2019 possa diventare l’anno del cambiamento». Il reddito di cittadinanza, assicura il ministro, parte «tra inizio e fine marzo». «Se questi signori si andassero ad informare – ha puntualizzato Di Maio prendendosela con “i soliti giornali” – scoprirebbero che le norme regolamentari non possono stare» in manovra, perciò «dopo la legge di bilancio, magari a Natale o subito dopo, si fa un decreto con le norme per reddito e pensioni di cittadinanza e riforma della Fornero. Lo faremo con un decreto, non un ddl perché ci vorrebbe troppo tempo e c’é l’emergenza povertà da fronteggiare».