Caso Orlandi, nuovo sopralluogo della Scientifica: trovate altre ossa

Altri frammenti di ossa sono stati ritrovati a Villa Giorgina, sede della Nunziatura Apostolica di Roma. In particolare si tratterebbe di parti di cranio e mandibola. Il ritrovamento è avvenuto nel corso di un nuovo sopralluogo della squadra mobile e della polizia scientifica, effettuato d’intesa tra la Procura della Repubblica e l’Autorità vaticana. I reperti sono ritenuti utili per l’identificazione, che potrebbe rappresentare una svolta nei casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

L’esame sulle ossa rinvenute nella depandance di Villa Giorgina è iniziato ieri, come confermato anche dal fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, dopo un incontro con i pm che indagano sul caso. Per avere informazioni utili alla ricostruzione di un identikit, però, bisognerà attendere ancora una risposta dal Dna, che dovrebbe arrivare dopo 8-10 giorni dall’estrazione. Parti utili per recuperarlo sono state intanto isolate e inviate al Laboratorio di genetica forense da parte della polizia scientifica, che opera insieme al perito nominato dal Vaticano, il direttore di Medicina legale di Tor Vergata Giovanni Arcudi, e al dirigente medico della Polizia, Enza Livieri. A rendere difficile una immediata identificazione del sesso e dell’età contribuisce anche la mancanza di parti importanti del corpo, come il bacino.

Le ossa comunque, secondo quanto riferito, non sarebbero in condizioni pessime e quindi l’estrazione del Dna e la sua comparazione con quello dei familiri di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori dovrebbe essere possibile. «Ad un primo esame non sembrano essere troppo degradati, anche se sono stati interrati in un terreno umido», ha detto dei reperti Arcudi, rimandando per ulteriori dettagli non solo all’esito del Dna, ma anche alla ricostruzione dello o degli scheletri. Si propende per la seconda ipotesi, in quanto dei due gruppi di ossa recuperati uno appare più vecchio. Gli investigatori, però, anche su questo punto continuano a non sbilanciarsi. Intanto resta insoluto anche un altro mistero di questa nuova fase investigativa: «Vogliamo capire chi per primo ha associato questa vicenda a quella di mia sorella. Anche su questo attendiamo risposte dagli inquirenti», ha spiegato Pietro Orlandi dopo l’incontro con i pm.