Carabiniere muore sotto al treno mentre insegue i ladri. Già scarcerati…

Il carabiniere Emanuele Reali è morto, nell’adempimento del suo dovere: i ladri che stava inseguendo quando è stato travolto da un treno sono invece già liberi. Il giudice ha disposto l’obbligo di dimora per un 22enne incensurato, gli altri due fermati sono ai domiciliari mentre il quarto uomo, che è riuscito a fuggire lungo i binari quando il carabiniere è stato travolto da un treno, è ancora ricercato.

I fatti sono accaduto martedì, a Caserta, quando i carabinieri si sono messi a inseguire un gruppo di ladri di appartamento. Ne avevano già catturati due all’interno del parco La Selva subito dopo un furto poi ne hanno trovati altri  vicino alla stazione. Il primo è finito subito in manette, l’altro ha scavalcato il muretto della ferrovia trascinandosi dietro Emanuele, il militare non si è accorto dell’arrivo del treno ed è stato travolto all’altezza di via Ferrarecce, in pieno centro cittadino. Reali, di origini umbre, sposato con figli, era “emigrato” al sud, aPiana di Monte Verna, in provincia di Caserta, di cui è originaria sua moglie.

«Non avrà strade né piazze – scriveva ieri l’Arma nel post di commiato – perché è solo l’ennesima vittima di una guerra combattuta tutti i giorni, quella silenziosa contro il crimine. E perché, anche se qui lo scriviamo quattro volte, il suo nome a breve non lo ricorderà nessuno. Per noi però Emanuele Reali, Vice Brigadiere dei Carabinieri, sarà eternamente giovane e bello. Sarà per sempre un eroe», scrivel’Artma dei carainieri sui socia, che cita un pezo famoso di Guccini, “La locomotiva”: «È morto schiantato da un treno Emanuele Reali, figlio di genitori che non è naturale siano destinati a sopravvivergli, marito di una donna a cui mancherà come l’aria, padre di due bimbe così piccole che a stento lo ricorderanno — si legge nel post—. La sua fine richiama alla mente “La locomotiva” di Guccini, anche se è proprio un’altra storia. Ma c’è un verso di quella canzone che recita: gli eroi son tutti giovani e belli. Era giovane Emanuele, quanto l’entusiasmo che lo ha spinto a rincorrere un reo senza preoccuparsi delle conseguenze, al buio lungo il binario di una ferrovia. Ed era bello quanto il suo atto coraggioso, unicamente dedito al dovere».