“Cara Norma, sorridi. Ce l’abbiamo fatta!”. La speciale dedica del regista di Rosso Istria

giovedì 15 novembre 17:19 - DI Redazione

Cara Norma, il nostro viaggio insieme è giunto alla fine. Oggi finalmente la tua storia arriva nei cinema di tutta Italia, ognuno potrà conoscere la tua storia e quella di tanti Italiani uccisi. E’ stato un viaggio duro, faticoso e maledettamente difficile…ore…giorni…mesi…anni. Ora questo tuo bel sorriso che mi ha accompagnato durante il lungo percorso ha finalmente motivo di esistere. Sorridi Norma! Sorridi! C’è l’abbiamo fatta!“. Così il regista italo-argentino Maximiliano Hernando Bruno sul suo profilo Facebook ha voluto fare una dedica speciale alla giovane Norma Cossetto, la cui tragica vicenda è al centro del film Red Land-Rosso Istria da oggi in programmazione in numerosi cinema italiani. Tra i numerosi commenti al post anche quello di Micaela Buoso, che testimonia quanto sia ancora ignorata la tragedia delle foibe: “Ho fatto la comparsa nel film con la mia bambina … nulla sapevo di tutta questa vicenda …foibe una parola lontana … a scuola studi storia per tanti anni … ma questa storia mai ha toccato un libro della pubblica istruzione … auguro il massimo successo al film che significherebbe che la nostra percezione sta cambiando”.

Norma Cossetto (nel film interpretata da Selene Gandini) apparteneva a una nota famiglia di possidenti fascisti: il padre Giuseppe Cossetto era un dirigente locale del Partito Nazionale Fascista ricoprendo a lungo l’incarico di segretario politico del Fascio locale e di commissario governativo delle Casse Rurali. Inoltre fu anche podestà di Visinada. Il 25 settembre 1943, diciassette giorni dopo la capitolazione dell’Italia e il disfacimento dell’esercito, un gruppo di partigiani titini, appoggiati dai partigiani comunisti italiani approfittando dello sbandamento genera­le, irruppe in casa Cossetto, razziando ogni cosa. Il 26 settembre 1943 un partigiano di nome Giorgio si recò a casa dei Cossetto convocando Norma al Comando partigiano nell’ex caserma dei Carabinieri di Visignano.   Il comando partigiano era composto da partigiani comunisti sia italiani sia slavi. Qui dopo essere stata interrogata, le fu poi richiesto di entrare nel movimento partigiano,   proposta che Norma rifiutò.  A quel punto Norma fu rilasciata. Il giorno dopo fu arrestata e nella notte tra il primo e il 4 ottobre, legata a un tavolo, fu seviziata e stuprata da un gruppo di 17 partigiani. Quindi fu gettata viva, legata ad una fila di altri 26 prigionieri, nella foiba di Villa Surani. L’8 febbraio 2005  l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi  ha insignito Norma Cossetto della Medaglia d’oro al merito civile

Selene Gandini ha visitato i luoghi in cui la ragazza è cresciuta e ha incontrato la sua famiglia: “Sono felice e orgogliosa di averle ridato vita sul grande schermo – sorride – In qualche modo mi sembra di averle restituito giustizia: Selene è un po’ l’Anna Frank istriana ma sinora in pochi conoscevano la storia sua e di tante altre persone uccise, al di là di ogni fede politica, solo perché erano italiane. Girare le scene dello stupro e delle foibe è stato molto pesante emotivamente per tutta la troupe, ci siamo dovuti fermare ma credo che alla fine il film parli da sé, senza inutili sensazionalismi”.

Commenti

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  • francescoizzo111@gmail.com 17 novembre 2018

    Il timore di poter rompere la solidarietà tra partiti comunisti che avevano preso le distanze da Mosca (pci e Tito) impedì che sui libri di storia uscisse la vera storia delle foibe. Al più si mentì parlando di non meglio circostanziati eccidi nazisti (un pò come su Katyn).
    Forte fu negli anni l’impegno del MSI prima e poi di AN per riportare alla luce la verità.
    Complimenti al regista!

  • renata.bortolozzi@tin.it 16 novembre 2018

    La storia delle foibe, in Veneto era sempre stata conosciuta; ora attendo che qualcuno parli anche di quello che è accaduto a Gorizia dopo che la città è stata divisa:metà all’ Italia e metà ai titini spalleggiati dai partigiani rossi.

  • desdom@gmail.com 16 novembre 2018

    Un film che andrò a vedere. Povera ragazza e i migliaia di innocenti gettati nelle foibe. Una storia sempre ignorata dai sinistri per gli interessi del partito. La loro patria è il partito e i suoi interessi.
    Dalle foibe agli immigrati sono sempre stati contro gli italiani. La classe operaia è stata un mezzo e non un fine per raggiungere i loro fini.

  • sergio la terza 16 novembre 2018

    FINALMENTE NEI CINEMA ANPI ANDATE A VEDERE GLI STUPRI DI MASSA DA VOI COMPIUTI.NESSUN GIUDICE PUÒ ASSOLVERVI B E ST I È!

  • chiccofp@alice.it 16 novembre 2018

    …credo che non riuscirei a vedere il film, in special modo le scene di stupro qualora ce ne fossero, inasprirebbe ancora di più il mio odio per questi codardi traditori assassini!

  • claudia.pittol@libero.it 15 novembre 2018

    Il male è ovunque, è proprio dell’essere umano, non ha colori, non ha partiti, esiste in ognuno di noi. È bene ricordare che ci sono state ingiustizie, azioni malvagie da ogni parte. Nessuno merita quello che ha subito Norma, mai in nessun caso, ed è giusto ricordare che il male è stato fatto da tutte le parti.

  • italagermana@hotmail.it 15 novembre 2018

    io non ci sarò più…ma fino al mio ultimo giorno pregerò perché l’Istria e la Dalmazia ritornino italiane come sempre sono state

  • fabpittan@hotmail.com 15 novembre 2018

    ….sostengo da sempre che i fascisti sono stati molto tolleranti con gli altri (ad incominciare da Mussolini,…..un buono…..finito alla vergogna di piazzale loreto….)…..ma gli altri NON LO SONO STATI ALTRETTANTO CON LORO…….! …imparare…..imparare…..!