Brexit, terremoto in Gran Bretagna: si dimette il ministro per l’Irlanda del Nord

giovedì 15 novembre 10:39 - di Alessandra Danieli

Bufera in Gran Bretagna all’indomani del faticoso accordo raggiunto sulla Brexit. Il sottosegretario britannico per l’Irlanda del Nord, il conservatore Shailesh Vara, ha annunciato  le sue dimissioni in disaccordo con l’intesa del governo May per l’uscita “indolore”dall’Unione europea. «Con molta tristezza e rammarico ho presentato la mia lettera di dimissioni da ministro dell’Irlanda del Nord al premier», ha scritto il 58enne esponente dei Tory in un tweet. «Siamo una nazione orgogliosa e ci siamo ridotti ad obbedire alle regole fatte da altri Paesi che hanno dimostrato di non avere a cuore i nostri migliori interessi. Possiamo e dobbiamo fare meglio di questo. Il popolo del Regno Unito merita di meglio. Ecco perché non posso sostenere questo accordo».

Caos a Londra, si dimette il segretario per la Brexit

Fa le valigie anche segretario per la Brexit Dominic Raab, responsabile della trattativa e ministro della Giustizia. «Oggi mi sono dimesso da ministro per la Brexit. Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti per il nostro accordo con la Ue».È un duro colpo per la premier, già “provata” dalle 7 ore di tavolo con i membri del governo. Nella lettera inviata alla May, Raab esprime il suo rammarico per come la premier ha cercato di ottenere l’accordo con la Ue: «In primo luogo perché credo che il regime proposto per l’Irlanda del Nord presenti una vera minaccia per l’integrità del Regno Unito. In secondo luogo perché io non posso sostenere un accordo di “backstop” a tempo indeterminato, dove la Ue mantiene il veto sulla nostra possibilità di uscire. I termini del backstop sono un ibrido tra l’unione doganale europea e gli obblighi del mercato unico. Nessuna nazione democratica ha mai firmato per essere vincolata da un regime così ampio, imposto esternamente senza nessun democratico controllo sulle leggi».

Vertice straordinario il 25 novembre

Un vertice straordinario sull’accordo per la Brexit è stato convocato immediatamente per il prossimo 25 novembre, come riferisce il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in una conferenza stampa congiunta col caponegoziatore della Ue, ichel Barnier. Solo poche ore fa Theresa May aveva annunciato soddisfatta che il governo britannico aveva approvato l’intesa per la Brexit. Ma la soluzione pasticciata sul destino dell’Ulster si è trasformata in un boomerang. Per l’addio di Londra all’Ue, tocca adesso ai 27 Paesi membri dell’Unione sancire la svolta con il summit che si terrà fra 10 giorni. L’incontro darà il via al complesso iter verso le ratifiche parlamentari (entro il termine fissato da Londra per la sua uscita formale) e l’avvio della fase di transizione di 21 mesi a partire dal 29 marzo 2019 (che potrebbe anche essere esteso).

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