Altro che flat tax, è in arrivo la tassa unica sul mattone: Imu più Tasi

domenica 25 novembre 19:28 - di Tito Flavi

Altro che flata tax per le famiglie, è in arrivo la tassa unica sul mattone. E arriva attraverso un emendamento alla legge di bilancio che porta la firma di Alberto Gusmeroli (Lega), vicepresidente della commissione Finanze della Camera.Ed è tra i 700 segnalati per la discussione delle modifiche al ddl Bilancio che inizierà domani a Montecitorio. Non è escluso che, essendo presentato dalla maggioranza e – pare – riceva anche l’approvazione del Tesoro, venga approvato e cambi così la storia delle tasse sulla casa in Italia. L’obiettivo del leghista è quello di unificare le imposte sul mattone che, dopo il 2014, si sono accavallate in un complicato groviglio che anche gli esperti faticano a trattare. Soprattutto per chi ha seconde case, negozi, capannoni o due garage e si ritrova a versare due tasse sullo stesso immobile (con doppi calcoli, doppe dichiarazioni ecc ecc). L’idea della Lega è quella di unificare “Imu” e “Tasi“, trasformandola in una tassa unica sulla casa, eliminando (o riducendo) anche le oltre 200mila aliquote oggi esistenti. Un ginepraio. Il nome non è ancora stato scelto e sebbene l’obiettivo sia la semplificazione il rischio – per ora – è che arrivi anche un aumento del carico fiscale.

 

Commenti

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  • max.bialystock@libero.it 26 novembre 2018

    spiace dirlo ma ciò sarebbe molto controproducente sia economicamente per l’Italia generando una ulteriore contrazione del settore immobiliare 8che è un motore per l’economia)
    sia controproducente per l’elettorato che non solo non capirebbe ma che sarebbe piuttosto contrariato dalle nuove “+tasse” ricetta ripudiata e che appartiene alla sinistra radical chic ed all’euro-pa delle banche.
    Affrontiamo la verità, spiace dirlo ma
    è ora che paghi anche il Vaticano per gli immobili, non solo per gli alberghi (centinaia se non migliaia) ma anche per i semplici immobili (che affittano lautamente) come qualsiasi altro cittadino.
    Invece di far pagare tantissimi normali proprietari, è ora che la Chiesa, invece che a parole, anche con i fatti paghi per le sue immense ricchezze (terrene)