«Vogliamo l’assegno di Di Maio», migranti e rom all’assalto dei centri per l’impiego

Il reddito di cittadinanza sta crendo caos, code e parecchia confusione. Il provvedimento fortemente voluto dal M5S è entrato nel Def e, in attesa di ritocchi in vista dei rilievi mossi da Bruxelles, prevede  uno stanziamento di 10 miliardi di euro, 9 per il reddito minimo e 1 per la riforma dei centri per l’impiego. Sta creando parecchia confusione il fatto che il sussidio potrebbe spettare anche agli stranieri che risiedono in Italia da almeno 10 anni, migranti e rom compresi. I quali sono già in delirio, come dimostra un’inchiesta del Giornale in alcune città e come dimostrano i servizi che in questi giorni vengono mandati in onda dai talk show politici. Migranti e rom  sarebbero già in coda nei centri dell’impiego per avere informazioni sull’assegno da 780 euro promesso dai grillini. Torino, Milano, Verona, le città dove più si sono registrati assembramenti addirittura per prendere il numero per far la fila e poter ottenere informazioni. «Non essendoci ancora nulla di concreto sul tema – ha spiegato a Libero Patrizia Zoppolato, responsabile del centro per l’impiego della città – anche noi restiamo in stand bye». Dunque, momenti di imbarazzo. In coda ci sono anche i rom, che, «solo a Torino sarebbero in 500  ad averne diritto.

Al centro per l’impiego di via Strozzi a Milano «ci sono alcuni nigeriani che chiedono informazioni sul sussidio voluto dai grillini. Prendono il numero e attendono notizie dallo sportello. Ci sarebbero anche diverse donne dell’Est con idee precise: «Siamo qui per il reddito di Di Maio». Sono in tanti e c’è da attendersi che più aumentano le aspettative di entrearne in possesso, più file e confusione si creerà. Ma attenzione ai furbetti. C’è il  caos più assoluto. Sia per chi vuole sapere che per chi deve informare, ma evidentemente non sa cosa dire.