Venezia, Brugnaro: «200 vigili per non farla passare liscia ai nigeriani in fuga»

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro non va per il sottile ed è un fiume in piena quando si parla di sicurezza e ordine pubblico: «Abbiamo assunto 200 nuovi vigili secondo la logica del cronometro. Sanno correre, saltare e inseguire i nigeriani in fuga per 5 km con pistola e manganello». Il sindaco di Venezia non si cura di risultare a qualche buonista politicamente scorrettissimo, ma bada al sodo e ai risultati- E’  intervenuto alla convention di Forza Italia a Milano e  ha dedicato il  suo discorso al problema sicurezza, complimentandosi con il ministro dell’Interno per la stretta all’immigrazione. Il sindaco di Venezia ha rivendicato i risultati ottenuti dalla sua amministrazione, a tre anni dalla sua elezione a sindaco della Serenissima. Dal punto di vista amministrativo, dice:  «Oggi il nostro debito è di 740 milioni: è calato ogni anno di 20 milioni permettendo di efficientare la macchina pubblica», ha esordito Brugnaro, spiegando che ciò è stato possibile grazie alla «riduzione del numero dei dipendenti da 3.200 a 2.700, compensata dall’assunzione di 200 nuovi vigili, giovani e scattanti».

Brugnaro: “I miei vigili come Batman”

 Vigili che, precisa il sindaco di Venezia, sono stati assunti non secondo la logica dell’appartenenza, ma del cronometro. Non è uno scherzo, è proprio così: «Abbiamo fatto le selezioni per sapere se sapessero correre e saltare», ha detto Brugnaro. Che poi ha avuto uno scambio di battute con il commissario alla ricostruzione di Ponte Morandi e sindaco di Genova Marco Bucci. «Voi ridete, ma adesso quando il nigeriano scappa e fa 5 km, i nostri due vigili giovani si prendono cappello in mano, pistola e manganello, questo, il nero, se ferma con la lingua fora e dice: ‘Ma chi sio?‘ – “Siamo Batman”. Ma è tutto vero”».

Brugnaro ha riferito di avere «ripulito delle zone dove c’era degrado assoluto. Gente che vomitava per terra e si faceva il bidet sulle fontane: c’era un’illegalità diffusa». Poi una stoccata  a papa Francesco: «Lui faccia il papa, al resto ci pensiamo noi. A Venezia difendiamo la nostra cultura, siamo aperti e saremo aperti a tutti, ma nel rispetto delle nostre leggi».