Urso: «Troppe aggressioni, l’Italia non può essere in balia delle agenzie di rating»

«I popoli e gli Stati non possono essere alla mercé di agenzie di rating private, proprietà di multinazionali che agiscono senza alcun controllo da parte di organi di valutazione davvero autorevoli e indipendenti». È quanto rileva il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, primo firmatario della proposta di legge per l’istituzione di una nuova Commissione di inchiesta sulle banche, che il Senato voterà la prossima settimana, a seguito del declassamento deciso da Moody’s nei confronti dell’Italia. Moody’s ha tagliato il rating dell’Italia portandolo da Baa2 a Baa3 con outlook stabile su debito elevato. Una pessima valutazione che la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha respinto al mittente: «La Moody’s che ha declassato il rating dell’Italia è la stessa Moody’s che ha patteggiato negli Usa il pagamento di 900 milioni di dollari per aver taroccato i rating dei mutui ipotecari e contribuito alla devastante crisi finanziaria del 2008?».

Urso: «La Commissione esamini l’operato delle agenzie di rating»

Proprio perché le agenzie di rating non sono credibili, «nella proposta di legge – continua il senatore Urso – proponiamo proprio che la nuova Commissione esamini anche il loro operato. Con particolare riferimento all’affidabilità e all’imparzialità delle stesse, e le conseguenze delle loro decisioni sul debito sovrano, proponendo che l’Unione Europea si doti di una agenzia unica che affianchi le valutazioni delle agenzie di rating e ne certifichi la veridicità». Inoltre, «abbiamo proposto che la Commissione valuti anche l’operato degli strumenti finanziari derivati, cosiddetti “credit default swap”, che scommettono sul deprezzamento dei titoli governativi, anche questo argomento di piena attualità. Lega e 5Stelle voteranno le nostre proposte o intendono solo, a loro volta, speculare a fini meramente elettorali evocando la aggressione all’Italia ed al popolo sovrano, ma senza apportare alcune reale contromisura strutturale?».