Un giudizio da destra sul governo gialloverde, errori e prospettive future

venerdì 5 ottobre 13:34 - DI Carlo Ciccioli

Riceviamo da Carlo Ciccioli e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

Negli ultimi decenni, dal 1994,  la Destra ha svolto più volte ruoli significativi di governo, ma ha dovuto sempre fare i conti con alleanze di coalizioni talvolta anche molto problematiche. E’ stato vero nel Polo delle Libertà, ancor di più successivamente nella Casa delle Libertà e alla fine dentro il PDL. Tutte alleanze a trazione Berlusconi che ha rappresentato per la Destra “gioie e dolori”, un pò come  ” le donne e i motori”. Infatti, accanto a posizioni decisamente condivisibili, Alleanza Nazionale prima e gli uomini della destra dentro il Pdl hanno dovuto ingoiare decisioni, provvedimenti e leggi indicibili, che viste successivamente ci facevano prendere il mal di pancia. Perchè Forza Italia accanto a posizioni decisamente lungimiranti e innovative ha portato con sè sempre ambiguità nelle relazioni politiche, spesso trasversali, interessi opachi e frequentazioni talvolta indecenti. Nella pancia di Forza Italia c’è stato un pò tutto ed anche negli ultimi tempi l’idea gestita soprattutto da Gianni Letta ed altri consiglieri politici, del via libera al governo Monti e il sostegno al governo di Enrico Letta, poi all’accordo del “Nazzareno”  Se andiamo a guardar bene, con gli occhi della storia, quelle maggioranze di centrodestra si sono trascinate dietro pezzi significativi dell’establishement politico della prima Repubblica, non sempre accettabili, tanto da impedire la discontinuità con il vecchio mondo della politica e dei poteri opachi. Basta rileggersi le nomine nei Gabinetti dei Ministeri, nelle segreterie, negli uffici legislativi, al vertice di molti Enti, e capivi subito il travaso dei quadri dirigenti e burocratici da un’area ad un’altra, in soluzione di continuità. Per un uomo di destra l’attuale maggioranza è invece in assoluta discontinuità con il PD e la sinistra e con quel certo mondo di Forza Italia. Se uno fa le analisi del sangue dei contenuti di destra dell’attuale governo e quelli del vecchio centrodestra, c’è quasi imbarazzo a tirare le somme. La maggioranza Lega-5 Stelle ha un tasso di contenuti a destra sicuramente sufficiente e talvolta addirittura superiore a quelle dei nostri vecchi governi. Certamente non tutto va bene. Ci sono scelte nel cosiddetto “contratto del cambiamento” che non sono assolutamente condivisibili. Cominciando dalla ostilità alle grandi opere pubbliche, soprattutto nell’area delle infrastrutture, che è una scelta regressiva rispetto allo sviluppo. Così come il reddito di cittadinanza che rischia di diventare,  invece di un giusto provvedimento di lotta alla povertà, lo strumento per incentivare assistenzialismo, parassitismo e lavoro nero che allignano in tante aree dell’Italia ed in particolare nelle zone non industrializzate del sud. Provvedimenti che vanno nella direzione della decrescita felice e di una cultura pauperista assolutamente estranea alla destra e invece in continuità con l’utopismo della sinistra. Insieme a questo, contenuti di terzomondismo che ogni tanto riaffiorano con dichiarazioni di parlamentari dei 5 Stelle provenienti dalla cultura storica della sinistra, a cominciare dal Presidente della Camera, Fico.  Però diciamocelo, tra un possibile governo minoritario di centrodestra, magari con l’appoggio esterno del PD, questo, a mio personalissimo parere, è stato certamente il danno minore. Se pensiamo quale sarebbe stata una posizione di tale governo nei confronti dell’Unione Europea e dei suoi diktat, ci sarebbe stato solo da vergognarsi. E’ evidente a tutti che si tratta ora di una condizione transitoria. In questa fase è assolutamente ridicola, impresentabile, pretestuosa l’opposizione di Forza Italia e del PD a questo governo: senza argomenti che non siano solo polemiche demagogiche, spolverando pericoli indubbiamente possibili, ma che pur bisogna affrontare se si vuole modificare la pericolosa deriva italiana. Il cambiamento conduce a strappi e gli strappi talvolta fanno male, ma sono inevitabili. Cosa sarebbe stato del caso Autostrade-Benetton se al governo ci fosse stato quel tipo di maggioranza? Non voglio neanche rispondermi per non vergognarmi. Quindi un uomo di Destra osserva con atteggiamento prudente e talvolta critico l’azione di questo governo, ma che per la prima volta non è succube all’Unione Europea e cerca relazioni privilegiate con gli Stati Uniti di Trump, di recuperare un rapporto decente con la Russia di Putin, parla autorevolmente anche con la Cina. Un quadro tutt’altro che spiacevole, che fa uscir di testa Junker, Macron e la Merkel che sono la quint’essenza dello schifo “europeo”. 

La Destra, ed intendo soprattutto Fratelli d’Italia che si è astenuta sulla fiducia e vive certamente una condizione di difficoltà a trovarsi spesso spiazzata, deve porsi soprattutto il problema dell’evoluzione di questa maggioranza, attraverso un raccordo con chi dentro Forza Italia ha lo stesso nostro sentire e coloro che nella Lega e talvolta anche dentro i 5 Stelle guardano alle future scadenze politiche, dopo le elezioni amministrative ed Europee del 2019 e le elezioni regionali dell’anno seguente. La politica non è ferma ed anche il nuovo Parlamento Europeo determinerà nuovi equilibri, che non sono certamente quelli auspicati da Tajani. Dobbiamo lavorare per essere  pronti alle novità, evitando collisioni o polemiche che possono precludere domani nuove alleanze. Giustamente, dice Giorgia Meloni, bisogna rifondare il centrodestra e il centrodestra non è ricostituibile con gli schemi precedenti del 1994, del 2001 o del 2009, perchè quegli schemi ci hanno portato alla sconfitta elettorale successiva e soprattutto a non dare risposte alle aspettative che il popolo italiano ci chiedeva e per le quali ci aveva massicciamente votato. Quel centrodestra ha perso non tanto elettoralmente quanto politicamente, nei contenuti e nella pratica di governo; errare è umano per tutti, ma perseverare sarebbe diabolico. Quindi bisogna costruire presenza e consenso nei territori nonchè proposte politiche originali da mettere sulla bilancia e  far pesare al momento delle svolte.

Commenti

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  • max.bialystock@libero.it 5 ottobre 2018

    analisi senza preconcetti e pregioudizi, molto interessante, speriamo condivisa…