“Tutto esaurito” nelle carceri pugliesi: 3.700 detenuti per 2.300 posti

Posti esauriti nelle carceri pugliesi il cui numero va ben al di là della capienza: quasi 3700 per 2300 posti. Lo denuncia il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) che ricorda di aver lanciato questo allarme “da mesi tra l’indifferenza dell’amministrazione penitenziaria”. La Puglia è la regione più  affollata d’Italia di detenuti “con un tasso di sovraffollamento del 165% circa, a cui fa da contraltare la più bassa percentuale di poliziotti/detenuti presenti della nazione”. Una situazione drammatica “che mette seriamente a rischio la sicurezza. Purtroppo anche l’elezione di un dirigente penitenziario  a senatore della repubblica non è stata molto proficua, poiché invece di incidere in maniera positiva sulla situazione penitenziaria pugliese si è dedicata ad altro. In questi giorni – rende noto il Sappe – quasi tutte le carceri pugliesi hanno comunicato al provveditorato il Sold out per cui non hanno più posti per accogliere i detenuti, pena la tagliola della sentenza ‘Torregiani’ che costringerebbe a pagare molti soldi ai detenuti, nonché a far condannare lo Stato italiano per tortura nei confronti dei detenuti stessi”. “Ci è stato riferito che nei giorni scorsi, per esempio, i carabinieri di Bari, dopo aver effettuato un arresto – continua il sindacato degli agenti di custodia –  avrebbero dirottato il detenuto al penitenziario di Altamura (che secondo il Sappe non li potrebbe ricevere ndr) poiché Bari era pieno. Eppure nelle regioni limitrofe quali Calabria ed Abruzzo il fenomeno del sovraffollamento è ai minimi termini, con regione quali la Sicilia, la Sardegna, ecc.ecc. che addirittura secondo i dati forniti dal Dap, sarebbero quasi sotto la soglia minima  di capienza regolamentare di detenuti, mentre come si diceva prima la Puglia arriva al 165%. Non sappiamo le motivazioni per cui si penalizza una regione come la Puglia al fine di farla scoppiare, ma sappiamo benissimo chi sono i responsabili di una situazione che sta collassando sempre di più per colpe molto precise, sia della politica che del Dap”.