Trump cita i generali Lee e Grant, e i giornali democrats lo attaccano

Il presidente americano Donald Trump loda il generale confederato Robert Lee durante un comizio in Ohio dopo aver detto che gli elettori afroamericani devono “onorarci” votando repubblicano alle elezioni di midterm perché le sue politiche hanno fatto aumentare l’occupazione tra gli afroamericani. “Lasciate i democratici – ha detto rivolgendosi agli elettori afroamericani – pensate abbiamo i migliori numeri della storia, e credo che avremo il voto degli afroamericani”. E poi ha fatto riferimento alla recente visita alla Casa Bianca del rapper Kanye West, “è stata una cosa straordinaria”. Per quanto riguarda poi quello che il fazioso Washington Post definisce “un monologo improvvisato e provocatorio sulla Guerra Civile americana”, Trump ha detto che “Robert Lee era un grande generale e Abraham Lincoln sviluppò un’ossessione perché non lo poteva battere, stava diventando pazzo, Robert Lee vinceva una battaglia dopo l’altra e Lincoln tornava a casa e diceva non lo posso sconfiggere”. Anche Politico parla di “sproloquio in un territorio molto pericoloso, in un momento in cui i monumenti di Lee e dei generali sudisti vengono rimossi” per il loro legame con l’ideologia razzista. I giornali dem ovviamente ignorano che il problema non era il razzismo, dato che moltissimi nordisti, compreso lo stesso Lincoln, possedevano schiavi. La scelta potrebbe però rientrare nella strategia scelta da Trump di impegnarsi personalmente e completamente a favore dei repubblicani alle elezioni di midterm, trasformandole in un referendum su di lui, anche galvanizzando il voto dell’estrema destra che l’ha aiutato ad arrivare alla Casa Bianca. L’accenno a Lee Trump l’ha fatto mentre lodava anche Ulysses S. Grant, il generale nato in Ohio che portò l’Unione alla vittoria e poi divenne presidente nel 1869, accennando però a un suo peraltro noto problema con l’alcol. Descrivendo quindi un presidente Lincoln in difficoltà di fronte al generale Lee, infatti Trump ha detto che al presidente veniva detto che non poteva richiamare Grant perché beveva. “Lincoln rispose non mi importa se è alcolista, francamente datemene sei o sette come lui, e così cominciò a vincere”, ha detto ancora il presidente di fronte ad una folla di sostenitori che scandivano il suo nome e quello di Kavanaugh, il giudice confermato alla Corte Suprema. Intanto si apprende che l’amministrazione Trump ha presentato un piano che vieterebbe le proteste di fronte alla Casa Bianca ed altri luoghi simbolo della Washington politica. Il divieto è inserito nel nuovo regolamento del National Park Service, l’agenzia che gestisce i parchi anche all’interno della capitale, che, senza grande pubblicità, è stata presentato lo scorso agosto. Ma, scrive oggi The Hill, ora i gruppi per i diritti civili stanno lanciando l’allarme sul fatto che, se diventerà operativo questo nuovo regolamento, saranno limitate le possibilità di proteste che tradizionalmente si svolgono di fronte alla Casa Bianca. E che in futuro si potrebbe anche dover pagare per le manifestazioni che vengono organizzate nel National Mall, di fronte a Capitol Hill. L’allarme è diventato maggiore dopo che Donald Trump ed i repubblicani hanno attaccato duramente le manifestazioni che si sono svolte a Capitol Hill contro la conferma della nomina di Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. Lunedì scadono i termini per presentare alla stessa agenzia critiche contro questa misura che, secondo il Park Service, dovrebbe “fare maggiore chiarezza su come e dove dimostrare” e fare in modo che “venga protetta l’integrità culturale e storica di queste aree”.