Toti al governo: «I cantieri non vanno chiusi come dicono i 5S, ma ampliati»

«L’Italia non ha bisogno di chiudere i cantieri come tante volte i 5Stelle ventilerebbero. Ha bisogno di ampliare il numero dei cantieri aperti». Lo ha detto Giovanni Toti, presidente di Regione Liguria e commissario delegato all’emergenza di ponte Morandi a Genova, parlando ai giornalisti a margine del Forum Eurasiatico di Verona. «Che le infrastrutture italiane – ha aggiunto – genericamente siano state costruite ormai 30-40 anni fa e che l’impianto di infrastrutture del nostro Paese sia obsoleto, insufficiente per volumi e molto spesso logorato da assenze di investimenti, è indubbio. Io ho chiesto a questo governo, che sta aumentando l’indebitamento dello Stato portando il debito al 132% del pil e un deficit di 2,4 sul pil, di utilizzare una parte importante di quel nuovo indebitamento per rinnovare il nostro impianto di infrastrutture e per aumentarlo».

Toti: «Un piano per ammodernare le infrastrutture»

Poi ha proseguito: «Abbiamo bisogno delle pedemontane in Lombardia e Veneto, dell’alta velocità in tutto il sud Italia da Napoli a Bari ma anche a Reggio Calabria. Abbiamo bisogno dell’alta capacità per le merci da Genova verso i corridoi della Svizzera, da Torino e Lione verso i mercati della Russia, della tangenziale autostradale di Genova che è il primo porto del Paese, a Genova abbiamo bisogno anche della nuova diga del porto viste le mega-navi ordinate dai grandi armatori del mondo che fanno fatica a lavorare nei nostri porti dimensionati per navi anni ’50 e ’60». Quindi, ha concluso il governatore, «credo che questo governo se bene vuole utilizzare il debito in più che sta accollando agli italiani, ai figli e ai nipoti degli italiani, dovrebbe fare un gigantesco piano di ammodernamento e ristrutturazione delle opere pubbliche».