Testo “manipolato”, Lollobrigida: «Incapacità o farsa, esigiamo la verità»

Scontro sempre più acceso tra M5S e Lega sul condono contenuto nel dl fiscale. Sospetti, minacce velate, toni alti. Scene che oltrepassano la soglia del ridicolo, le denunce in tv. Volano parole grosse. Le affermazioni del sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia, che ha sostenuto che il testo era noto a tutti, manda su tutte le furie i vertici del Movimento, che a breve contano di intervenire pubblicamente per dare l’altolà alla Lega. «L’accordo politico raggiunto martedì a Palazzo Chigi era un altro: nessuno scudo fiscale o non punibilità per gli evasori. Noi non aiutiamo i capitali mafiosi», il messaggio che filtra dai piani alti del Movimento all’Adnkronos. Il problema, dunque, «diventa politico, non è più questione di manina dei tecnici – viene spiegato – per noi un testo così finisce dritto nella pattumiera». Intanto le opposizioni chiedono a gran voce che il governo riferisca urgentemente in Aula su quanto accaduto. Per Fratelli d’Italia è intervenuto con una dura nota il capogruppo alla Camera dei deputati, Francesco Lollobrigida: «Chiediamo che il presidente Conte venga in Aula a riferire su quanto sta accadendo in queste ore ai suoi ministri o ai suoi decreti. Era a conoscenza – si chiede – del contenuto dell’articolo 9 del dl fiscale al momento dell’approvazione in Cdm? Se sì, come mai ha bloccato l’invio del testo al Quirinale dichiarando di volerlo esaminare articolo per articolo? Non lo aveva fatto prima di approvarlo? Se invece non ne era a conoscenza, ipotesi ancora più grave, chi ha aggiunto il condono all’insaputa di un presidente del consiglio e dei suoi ministri più vicini? Se ha ragione Di Maio, ci troviamo di fronte a un governo che non ha il pieno controllo del proprio operato e subisce inquietanti manipolazioni sui contenuti di interventi delicatissimi come quelli in materia fiscale. In caso contrario, ci troviamo di fronte a un governo che vara provvedimenti senza comprenderne il contenuto, per poi coprirsi di ridicolo riducendosi a minacciare denunce formali in favore di telecamera. Pretendiamo spiegazioni», ha concluso Lollobrigida.