Lollobrigida: dall’Ilva alla Tav le giravolte di M5S mettono in crisi lo sviluppo

Il tema infrastrutture continua a infiammare il dibattito politico e rappresenta la scintilla che rischia di trasformare in incendio i malumori nella base M5S. E, proprio attorno a Tav e Tap, cresce l’attacco delle opposizioni contro la metà pentastellata del governo gialloverde. Luigi Di Maio passa per il vicepremier ‘debole’, messo all’angolo, e non è la prima volta, dall’omologo alleato di governo leghista; la base prende le distanze dal leader mentre, fuori dal palazzo, si accende la protesta. A San Foca di Meledugno (Lecce), nel giorno della manifestazione contro la realizzazione del gasdotto trans-adriatico Tap, si è gridato alle dimissioni di tutti i rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle eletti in Salento, in Senato e al Parlamento. “Barbara Lezzi vattene dal Senato”, hanno urlato i No Tap, bruciando manifesti con il volto del ministro e vice premier Di Maio. Il ministro del Sud, Barbara Lezzi, ha risposto con un video su Facebook e contrattaccato: “Non mi fate paura, siete gli ultimi a poter chiedere le mie dimissioni”. Mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è preso tutta la responsabilità della scelta di proseguire con i lavori di realizzazione.

Ma oggi non si parla solo di Tap. Tra le grandi opere è tornata di prepotenza anche la Tav, il cui stop è da alcuni considerato una merce di scambio tra Lega e M5S. “Il M5S ha imparato a sue spese con la Tap che promettere in campagna elettorale e non mantenere quando si sta al governo non è la stessa cosa”, ha spiegato ad esempio il governatore della Liguria Giovanni Toti. “Sarebbe deleterio se il M5S avesse chiesto a Salvini il via libera allo stop sulla Tav perché questo Paese è in affanno sulle opere pubbliche, la sua logistica costa molto soldi e questo comporta molti punti di competitività alle imprese nel nostro Paese”, ha aggiunto l’esponente di Forza Italia. Mentre dalle parti di Fratelli d’Italia si mette in evidenza il caos e le contraddizioni che ogni giorno emergono all’interno della maggioranza di governo. “Cade un altro pezzo della scenografia politica grillina – ha infatti dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. “Prima la giravolta sull’Ilva, poi il caos vaccini, oggi il dietrofront sul Tap. E mentre continua il braccio di ferro tra i due contraenti di governo anche su direttori Rai, fantomatiche manine al decreto fiscale e inaccettabili baratti su infrastrutture strategiche per l’Italia come la Tav, ci chiediamo: che fine ha fatto la manovra finanziaria?”. Dopo qualche ora, è arrivata la blanda risposta a questa domanda, affidata a generiche fonti vicine al governo: “Il testo della legge di bilancio verrà inviato questa sera, o al massimo domani, in Parlamento. Lo si apprende di fonti di governo di M5s e Lega”.