Tagli all’editoria, la Lega stoppa Crimi (M5S): «I giornali non si toccano»

Rischia di diventare un nuovo fronte polemico tra Lega e Cinquestelle la decisione, annunciata con grande spreco di grafici e di slide dal sottosegretario grillino Vito Crimi, di operare tagli all’editoria. Crimi è il delegato ai rapporti con il mondo dell’informazione. Ma sembra interpretare il proprio ruolo più come “mani di forbice” che come esponente di governo capace di trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di razionalizzare le risorse e la necessità di non dare un colpo mortale a tante testate che rapprendano altrettanti presidi di pluralismo e di democrazia. A sbarrargli la strada, però, Crimi rischia proprio di trovare l’alleato leghista. Secondo quanto riportato da Repubblica, gli uomini vicini a Matteo Salvini, che in un’altra vita dirigeva, da giornalista, Radio Padania, non sono affatto intenzionati a tagliare a cuor leggere i fondi destinati a blog e giornali.

Rapporti tesi tra Lega e 5Stelle sull’editoria

«L’editoria è una grande risorsa per ogni Paese», ha detto, ad esempio, Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera. Per poi aggiungere: «Vanno tutelate le piccole grandi testate che hanno sempre fatto informazione di qualità e servizio pubblico nei territori». Un vero altolà che di certo non lascerà indifferenti editori e giornalisti. Come si ricorderà, infatti, proprio in questi giorni Federazione nazione della stampa italiana (Fnsi)Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in una nota congiunta, avevano definito di «inaudita gravità» la decisione dello stesso Crimi «di inserire il taglio dei contributi all’editoria nello schema della legge di bilancio».

Il sottosegretario Crimi nel mirino di Fnsi e OdG

Senza tanti giri di parole Fnsi e Odg, avevano bollato la decisione di Crimi come «atto di ritorsione contro l’informazione e i giornalisti», soprattutto la stampa cosiddetta minore, quella locale e quella condotta da cooperative di giornalisti. «Non potendo colpire i grandi giornali – si leggeva nel comunicato – il sottosegretario si accanisce contro giornali che sono il punto di riferimento per intere comunità locali e contro piccole cooperative di giornalisti. Il disegno è quello di impedire ai cittadini di conoscere per provare a manipolarne orientamenti e consensi attraverso le piattaforme digitali».