Studenti, centri sociali e migranti uniti in piazza. E si scatena l’inferno (video)

Crocifissi e bruciati i manichini raffiguranti Salvini e Di Maio. Buciare, insultare, spaccare tutto, fumogeni, petardi. Puntuali come ogni anno le manifestazioni studentesche in tutta Italia diventano il pretesto per far scatenare il mondo antagonista dell’ultrasinistra su altri temi come migranti, accoglienza, antifascismo. Persino cori e striscioni a favore del sindaco di Riace. C’è di tutto. A Torino si registra il clima più aggressivo. Nel corteo sono infatti comparsi manichini raffiguranti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dati alle fiamme dinanzi agli uffici della prefettura. Pochi gli striscioni prettamente mirati sul mondo della scuola, numerosi gli striscioni ed i cartelli contro il governo, come “Una scuola sicura è antirazzista e antifascista”, “Lega Salvini e lascialo legato”. Sembra uno striscione suggerito da Roberto Saviano o da Laura Boldrini. Così come nella piazza Castello alcune immagini dei vicepremier affisse su alcuni lampioni, poi imbrattate di vernice rossa, a simboleggiare le morti in mare che vengono loro imputate per le politiche sull’immigrazione.

Afferma, orgoglioso delle bravate, il Kollettivo Studenti Autorganizzati  (Ksa) di Torino: «Il corteo termina a Palazzo Nuovo in assemblea, oggi abbiamo dimostrato che nessuno ci può fermare, ci siamo ripresi i nostri spazi contro un governo repressivo e le sue politiche di discriminazione. Daje regà ci vediamo nelle piazze e nelle strade!», è il grido di battaglia su  Fb del Kollettivo di Torino, protagonista nell’organizzazione della protesta. Ma gli italiani hanno capito: «sono semplicemente ridicoli, guardateli bene hanno scritto in fronte “siamo pagati dalla sinistra”», scrivono nei commenti sui social. E un altro: «Torino….. non serve aggiungere altro. PS li vogliamo chiudere ed abbattere i Centri Ass ociali presenti in quella città ??? Sarebbe ora».

Napoli, studenti e migranti: «Mimmo Libero»

A Roma la manifestazione ha preso avvio da Piazzale Ostiense al grido di «#Chihapaura di cambiare? Noi no!». La protesta è stata organizzata dall’Unione degli studenti, Rete degli studenti medi e Fronte Gioventù Comunista. Gli studenti hanno acceso fumogeni. A Napoli, migranti e studenti hanno sfilato insieme al grido di «Mimmo Libero», in segno di solidarietà al sindaco di Riace, Mimmo Lucano, posto agli arresti domiciliari per avere favorito l’immigrazione clandestina. Tanto per aggiungere legna al fuoco si sono aggregati anche i Movimenti per il diritto alla casa e i centri sociali. I manifestanti sono diretti, scortati dalle forze dell’ordine, sotto la Prefettura. In via Medina sono stati esplosi dei petardi e accesi fumogeni.