Strage di Bologna, il premier Conte a Roberto Fiore: rimuoveremo tutti i segreti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Caro direttore,

il premier Giuseppe Conte ha risposto, a stretto giro di posta, alla sollecitazione di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, sull’eventuale documentazione, in particolare sulla strage di Bologna, che sarebbe ancora coperta da segreto sulle stragi e il terrorismo, rassicurando l’interlocutore e l’opinione pubblica: questo governo declasserà tutto ciò che può avere un’interesse e lo metterà “in rete”, a disposizione di tutti.

Il leader di Forza nuova, va ricordato, è atteso il prossimo imminente 24 ottobre nell’aula dove si sta celebrando l’ennesimo processo sulla strage di Bologna, – imputato, stavolta, è l’ex-esponente dei Nar Gilberto Cavallini – in qualità di testimone. In un primo momento la sua presenza in aula era stata sollecitata su richiesta delle parti civili e respinta, successivamente dalla Corte d’Assise di Bologna.

Ed è per questa ragione – trovandosi per la prima volta a deporre in un processo per la strage di Bologna del 2 agosto 1980 – che Fiore, come si era già riferito, ha deciso di unire anche la sua voce a quella di chi chiede che lo Stato apra senza più eccezioni tutti i suoi “armadi” a favore della verità sul terrorismo.

A seguito dell’adozione della Direttiva per la declassifica e per il versamento straordinario di documenti all’Archivio centrale dello Stato, emanata dal presidente del Consiglio dei ministri il 22 aprile 2014 – scrive il premier Giuseppe Conte a Roberto Fiore -, è stato avviato il percorso che prevede la declassifica e il successivo versamento all’Archivio centrale dello Stato della documentazione concernente le stragi, ivi compresa la strage di Bologna del 2 agosto 1980.

«A tal fine, la presidenza del Consiglio dei ministri ha intrapreso – spiega il premier – un’attività di coordinamento delle amministrazioni e organismi interessati, volta ad accelerare e monitorare il versamento della documentazione sottoposta a classifica di segretezza e concernente gli eventi terroristici in questione, detenuta dalle stesse amministrazioni».

«Dunque – precisa ancora il primo ministro – l’attività avviata sulla documentazione classificata ha consentito di versare, fino ad oggi, più di 80.000 documenti, per i quali è previsto un processo di digitalizzazione già attivato e tutt’ora in corso, finalizzato a consentire la conservazione e la diffusa e agevole fruizione degli stessi».

E se fin qui Palazzo Chigi sembra attestare come non ci siano effettivamente più carte nascoste sulle vicende stragiste, Conte conclude la lettera a Fiore con questa rassicurazione: «Nonostante sia stata, come indicato, reperita e versata una elevata mole di documentazione, la collaborazione tra la presidenza del Consiglio dei ministri, le amministrazione e gli altri organismi coinvolti prosegue al fine di individuare eventuale ulteriore documentazione di interesse». Insomma sembrerebbe di capire che ci possa essere ancora altro materiale su cui togliere il segreto.

Ricordando come sia stato il presidente della Corte d’assise che sta giudicando Gilberto Cavallini a sollecitare tutte le parti affinché segnalino, se ne hanno conoscenza, l’esistenza di faldoni, documenti o anche semplici carte sulla strage ancora nascoste ai giudici e alla pubblica opinione, anche questa risposta di Conte a Fiore sembra dimostrare come la disponibilità del nuovo esecutivo in materia non sia solo una mera espressione retorica, bensì una chiara volontà di collaborare al pieno raggiungimento della verità sulla strage di Bologna.

Massimiliano Mazzanti