Somalia, autobomba contro i militari italiani, tutti salvi. Al-Shabaab rivendica

lunedì 1 ottobre 19:26 - DI Paolo Lami

Stavano tornando da un’attività di addestramento a bordo di cinque veicoli blindati con le bandiere italiane e quelle Ue quando, a circa 700 metri di distanza dalla sede del ministero della Difesa somalo, sulla strada principale di Mogadiscio, è esplosa un’autobomba investendo uno dei cinque mezzi, un blindato Lince, e danneggiandolo. Sono scampati così ad un attentato i militari italiani inquadrati nella missione Eutm in Somalia e lo Stato Maggiore del ministero della Difesa italiano ha specificato, sul proprio account Twitter, che non c’è stato alcun «ferito tra i nostri militari che sono rientrati in base con gli stessi mezzi».

Nell’attacco, compiuto da un terrorista suicida, sono rimasti uccisi quattro studenti che si trovavano nel punto dell’esplosione dell’autobomba secondo quanto dichiarato all’agenzia di stampa “Dpa” dall’ufficiale di polizia somalo, Ali Hassan, il quale ha precisato che i quattro ragazzi si trovavano nei pressi del convoglio al momento dell’esplosione. Ma, secondo il sito egiziano Mobtada, nell’attentato sarebbero morti 4 bambini.

L’attacco è stato rivendicato dal gruppo jihadista “al-Shabaab”, affiliato ad al-Qaeda, attraverso la loro emittente “Radio Andalus” che sostiene di aver ucciso o ferito ufficiali militari dell’Ue nell’attacco portato a segno con l’autobomba ma secondo lo Stato Maggiore della Difesa italiana, non si contano feriti tra i nostri militari che «sono rientrati in base con gli stessi mezzi».
Anche l’ufficiale di polizia somalo ha confermato che i morti sono tutti civili. Secondo “Al-Shabaab” un terrorista suicida si è lanciato con la sua auto imbottita di esplosivo contro il convoglio di militari italiani che si trovavano su una strada normalmente utilizzata dalle Forze militari straniere.

Un blindato Lince, appartenente a un convoglio di 5 mezzi militari italiani, ricostruiscono la vicenda fonti dello Stato Maggiore della Difesa, è stato coinvolto alle 12 e 10 locali in un’esplosione al rientro da un’attività addestrativa a favore della Forze di sicurezza somale. Il mezzo, con a bordo 4 militari, è stato lievemente danneggiato ed è rientrato in base. Le foto sui giornali somali mostrano i detriti lungo la strada e un pezzo di un portellone di un mezzo militare con la bandiera italiana danneggiato.

Secondo il sito d’informazione somalo “Goobjoog news”, un’auto carica di esplosivo è saltata in aria vicino a un «mezzo militare italiano» nel quartiere di Daynile. Un testimone, Hashi Nur, citato da “Garowe Online”, ha confermato che un’auto carica di esplosivo è saltata in aria contro un convoglio di blindati con la bandiera italiana, danneggiando uno dei veicoli. Secondo il testimone, alcuni «soldati stranieri» hanno poi trainato il veicolo danneggiato verso il vicino quartier generale del ministero della Difesa somalo.

I militari italiani operano nell’ambito della missione europea Eutm in Somalia finalizzata al rafforzamento del Tfg, il governo Federale di Transizione somalo, attraverso la consulenza militare a livello strategico alle istituzioni di difesa somale e l’addestramento militare.
La missione militare dell’Ue opera in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’Amisom, l’African Union Mission in Somalia e gli Stati Uniti.
Dal 16 febbraio 2014 il comando della missione è affidato ad un generale italiano che attualmente è il colonnello Matteo Spreafico.

L’attuale contributo nazionale prevedeva, dal 1° gennaio al 30 settembre 2018, un impiego massimo di 123 militari e 20 mezzi terrestri, impiegati in vari ambiti, da quello principale dell’addestramento delle Forze Armate somale alla sicurezza dei movimenti e del contingente, dal supporto logistico e amministrativo a quello di staff del comandante.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha parlato al telefono con i quattro militari coinvolti nell’esplosione ai quali ha espresso tutta la sua «vicinanza e solidarietà» e ribadito il proprio «riconoscimento» e quello di tutto il governo: «vi abbraccio e sono al vostro fianco ogni giorno: gli italiani sono orgogliosi di quello che fate», ha detto la Trenta.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • fausto.massaia@gmail.com 3 ottobre 2018

    CONCORDO CON LE OSSERVAZIONI PRECEDENTI. IMPORTANTE E’ BLOCCARE I MIGRANTI PERCHE’ NON VENGANO IN ITALIA

  • mariosmanca35@gmail.com 3 ottobre 2018

    Somalia, Libia, Etiopia… per avere anche noi un “posto al sole”, l’Inghilterra e la Francia, ricche di un più vasto impero coloniale, ci decretarono le sanzioni spingendoci in braccio alla Germania (intanto Mussolini non sapeva che Hitler sottobanco vendeva le armi all’esercito del Negus. La prova: molti caduti abissini avevano armi con tanto di marchio tedesco: “Hergestellt im Deutschen Reich”, “Prodotto nel Reich Tedesco”.
    Mario Salvatore Manca

  • ivo.gonnelli@gmail.com 3 ottobre 2018

    CONCORDO COL PENSIERO DEL SIG. POSSENTINI. RIPORTIAMO IN PATRIA I NOSTRI
    MILITARI.

  • cardi.f@web.de 3 ottobre 2018

    Maccheminkia ci fanno ancora i militari italiani nel casino della Somalia? Salvini, dai l’ordine: tutti a casa! Da tutti i paesi incasinati, in cui governi servi dello straniero li hanno mandati. Se islamici e afrikani hanno voglia di macellarsi reciprocamente, lo facciano pure: meno ce n’è, meglio è per tutti!

  • 3nzosk@gmail.com 3 ottobre 2018

    Visti i problemi economici, chiudiamo tutte le missioni all’estero a cominciare da quella storica del Libano.

  • 3 ottobre 2018

    Le auguro ogni bene. Buon lavoro.

  • 1 ottobre 2018

    Ma perché i nostri soldati sono in azione i Somalia??? Lasciamo Africa a gli Africani e pensiamo a Italia e gli Italiani…