«Sequestrata e stuprata in una tenda del centro migranti»: 38enne denuncia l’aguzzino tunisino

venerdì 12 ottobre 13:40 - DI Greta Paolucci

Una brutta storia di violenza consumata ai margini e coperta dal buio della notte. Una brutta storia di violenza che si svolge in quella terra di nessuno popolata da stranieri senza tetto né legge, e in cui disperazione e degrado, solitudine e brutalità, sono le coordinate di riferimento più seguite e battute.Una brutta storia di violenza che parte dalla denuncia della vittima all’indomani di una notte di abusi e di paura in cui, racconta una 38enne slovacca, sarebbe stata «sequestrata e stuprata in una tenda del centro migranti» in cui era accampata.

«Sequestrata e stuprata in una tenda del centro migranti»: la denuncia

E allora è proprio una donna slovacca di 38 anni, in Italia senza fissa dimora, a denunciare ai carabinieri di Roma piazza Dante di essere stata vittima di uno stupro. La straniera racconta tutto ai militari e si trova a rivivere, per l’intero arco del racconto, quelle ore di terrore e di violenze inflitte, al centro migranti Baobab Experience – dove dichiara di vivere accampata – da un tunisino 20enne. L’uomo accusato dalla 38enne slovacca sarebbe arrivato pochi giorni prima dell’aggressione al Baobab e l’avrebbe invitata nella sua tenda dove, sopo una serata trascorsa a farla bere, avrebbe abusato di lei. Non solo: a quanto riferito ai carabinieri dalla vittima, quel giovane immigrato l’avrebbe letteralmente sequestrata, impedendole di lasciare la tenda e colpendola a ogni tentativo di fuga con un bastone, costringendola con la forza a rimanere lì tutta la notte. Il fatto sarebbe avvenuto l’8 ottobre scorso. Il 9 mattina la donna, con la scusa di dover andare in bagno, è riuscita ad allontanarsi. L’11 mattina ha poi deciso di sporgere denuncia.

La vittima, una 38enne slovacca, punta il dito contro un tunisino 20enne

I carabinieri, raccolto l’esposto della donna, sono andati sul posto e nella tenda indicata dalla vittima hanno trovato il tunisino di 20 anni, sequestrando anche alcuni indumenti e una coperta. Il 20enne, risultato già sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Roma, è stato fermato e accompagnato a Regina Cioeli con le accuse di violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona. La donna invece, portata al San Giovanni, è stata sottoposta al protocollo in caso di violenze sessuali.

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