Sconfinamenti, la Francia replica all’Italia: «I tre migranti erano sul nostro suolo» (video)

La Francia replica a Matteo Salvini sull’ultimo episodio denunciato dal ministro dell’Interno sui respingimenti di migranti alla frontiera tra Italia e Francia e non un nuovo sconfinamento. Non è Emmanuel Macron, chiamato in causa dal vicempremier italiano, ma a prefettura delle Alte Alpi che, preso atto del video trasmesso da Matteo Salvini sui social, replica:  «A differenza dell’incidente occorso il 12 ottobre e per il quale sono state fornite le spiegazioni, questo video mostra una procedura di non ammissione alla frontiera sotto tutti gli aspetti, secondo la prassi accettata tra la polizia francese e la polizia italiana, come previsto dal diritto europeo».

La Francia replica al video di Salvini

Secondo la prefettura francese, i tre migranti che compaiono nel filmato sono stati fermati dalla polizia francese «sul confine francese» sul punto di demarcazione del confine franco-italiano, sulla RN 94. «Il segnale di confine sul bordo della strada è perfettamente visibile nel video», si legge, «le persone che compaiono nel video sono state ispezionate presso il punto di attraversamento autorizzato di Montgenèvre, a 500 metri sulla RN 94. Provenienti direttamente dall’Italia e senza documenti di viaggio, sono stati informati del rifiuto di ingresso sul territorio francese. Secondo la procedura, la stazione di polizia di Bardonecchia è stata informata immediatamente». A differenza di quanto accade su altri segmenti del confine franco-italiano, la polizia italiana non è in grado di prendere in carico le persone non autorizzate – spiega la Prefettura francese – così che le forze di sicurezza francesi hanno riportato queste persone al punto visibile sul video, «che è l’unica posizione sicura nelle immediate vicinanze della linea di demarcazione del confine franco-italiano. La polizia francese si assicura sistematicamente che i non ammessi intraprendano il passaggio protetto che li conduce alla località situata sul versante italiano. Questa informazioni –conclude la nota – possono essere verificate con le autorità di polizia italiane».