Scandalo Unicef, FdI: va cancellata la norma “salva-parenti di Renzi”

Una serie di emendamenti al decreto sicurezza per fare chiarezza sullo scandalo dei fondi Unicef, togliere qualsiasi ombra, eliminare gli equivoci. I senatori Ignazio La Russa, Luca Ciriani  e Giovanbattista Fazzolari hanno proposto di reintrodurre la procedibilità d’ufficio in alcuni casi specifici per i reati di truffa, frode informatica e appropriazione indebita aggravata. Si cancella così quella che definiscono la “norma salva-parenti di Renzi”. La verità dev’essere accertata fino in fondo. Si parte dall’inizio: alcuni familiari di Renzi (il cognato e i suoi fratelli) sono accusati dalla Procura di aver distolto 6,6 milioni di euro destinati ai bambini africani. Ma, come denuncia FdI, il governo Gentiloni – con la riforma Orlando – negli ultimi giorni di attività ha introdotto una norma in base alla quale per perseguire il reato di appropriazione indebita serve la querela di parte del danneggiato (in questo caso l’Unicef). «Peccato che Unicef abbia deciso di non querelare legando di fatto le mani ai magistrati», affermano gli esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni in una nota. «Tutto finito in cavalleria? Forse no, grazie a Fratelli d’Italia che ha presentato un emendamento al decreto sicurezza per cancellare la norma Orlando e far tornare il resto di appropriazione indebita procedibile d’ufficio». La sfida è lanciata: «Vediamo in Parlamento chi voterà a favore e chi contro».