“Scafisti per necessità, scappavano dall’inferno”: assolti e scarcerati 14 migranti

Assolti dal tribunale di Palermo 14 migranti accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: sono “scafisti per necessità“.  I giudici palermitani hanno accolto la tesi degli avvocati della difesa, secondo cui i 14 migranti si sarebbero messi alla guida di alcuni gommoni per scappare dalle torture in Libia. I fatti risalgono al maggio del 2016, quando in un giorno arrivarono otto gommoni con a bordo decine di migranti. Erano stati i profughi a riconoscere gli imputati ma per i giudici gli scafisti avrebbero agito per necessità.

Scafisti per necessità, la tesi della difesa

Secondo gli avvocati della difesa, come riporta Live Sicilia,  «gli imputati si sarebbero messi alla guida delle imbarcazioni per scappare dall’inferno dei lager dov’erano rinchiusi in Libia. Se davvero fossero stati componenti della banda criminale non sarebbero stati minacciati con delle pistole, fatti salire su un gommone senza benzina e senza salvagente, con il rischio di andare incontro alla morte». Ebrina Fofana (Gambia), Fall Ibrahima (Senegal), Mamadi Jarju (Gambia), Mahamadou Bade (Senegal), Emanuele Nikwie (Ghana), Kofi Bilson (Ghana), Fall Mouhamed (Senegal), Sarr Mustefa (Gambia), Alex Janga (Guinea Bissau), Jobe Jegan (Gambia), Akim Karam Mohamed (Sierra Leone), Bah Draman (Senegal) e Tune Ngala (Senegal) sono stati tutti assolti e ora saranno scarcerati. L’ira di Matteo Salvini: «Io posso anche combattere per bloccare barconi e scafisti, ma anche la “giustizia” deve fare la sua parte».