Savona in aula punzecchia Juncker: “Io vado ad acqua”. L’intervento integrale (video)

Silenzio, parla Savona. In religioso silenzio l’aula della Camera ha ascoltato ieri l’intervento di Paolo Savona, titolare del dicastero per le Politiche europee. Sulla nota di aggiornamento al Def è intevenuto al posto del ministro dell’Economia, Tria impegnato a Bali per il G20. Un intervento applauditissimo dalla maggioranza e registrato con rispetto dall’opposizione. Tranne che da alcuni deputati del Pd, in particolare da Ivan Scalfarotto, che ha protestato in più di un’occasione.

Savona punzecchia Juncker: “Ogni riferimento…”

Savona ha mantenuto quasi sempre un aspetto e un tono professorale, ma si è concesso anche qualche battuta, come quando a un certo punto ha chiesto dell’acqua. «Scusate io vado ad acqua». Una frase che ha suscitato l’ilarità della maggioranza e che è sembrato anche una frecciatina nei confronti di Juncker, accusato dal governo di parlare da “ubriaco”. Non a caso lontano dal microfono il ministro ha aggiunto: «Ogni riferimento…»

Un intervento dove il ministro Savona è volato alto, facendo riferimento anche al New deal americano. «È necessario ripetere ciò che fece Roosevelt. Egli mise insieme la parte Nord industrializzata e la parte Sud agricola degli Usa ed è riuscito nell’intento. Il mio convincimento è che si stia tentando un poderoso sforzo per una Italia unitaria, di coincidenza di interessi tra la zona avanzata e la zona arretrata, non certo culturalmente, del Paese». Un intervento poco ripreso dai giornali e dai telegiornali, che il Secolo d’Italia riporta integralmente nel video della durata di 18 minuti e nel suo testo (dal resoconto stenografico della Camera dei deputati).

L’intervento integrale del ministro Savona dell’11/10/2018

PAOLO SAVONA, Ministro per gli Affari europei. Presidente, onorevoli deputati, le cose che ho sentito in quest’Aula mi inducono non certo a pensare, perché ho già lungamente meditato ciò che è scritto nel Documento che discutiamo, ma a ripensare i suoi contenuti, soprattutto quando mi vengono indirizzati con i toni pacati come quelli utilizzati dall’onorevole Padoan, invece che con toni alterati come ho sentito in altri interventi. 

Mi soffermo un attimo, prima di tornare alla sostanza del discorso, alle posizioni espresse dall’onorevole Brunetta, il quale ha confrontato questo Documento, senza trarne tutte le conseguenze, con il Documento che ho inviato, per conto del Governo, alle autorità europee. Non si può leggere la Nota introduttiva e la futura legge finanziaria se non teniamo conto dell’analisi dei difetti che presenta oggi l’organizzazione europea, soprattutto nell’adempimento di uno dei capisaldi dell’Accordo di Maastricht, poi ripetuto negli altri Trattati, di garantire la piena occupazione e il potenziamento dello stato del benessere. Non è l’oggetto, mi piacerebbe confrontare con l’onorevole Brunetta, l’ho già fatto in due occasioni, con le Commissioni riunite competenti della Camera e del Senato, una prima volta il 10 di luglio, per cogliere gli umori e i suggerimenti che mi hanno poi spinto a redigere il Documento e, poi recentemente, il 9 di questo mese, dove ho discusso il Documento, traendone motivo di convincimento. Lui poi ha toccato un tema, che ovviamente non mi tocca da vicino, ma che gradirei affrontare con lui, come io potessi seguire l’attuazione dei programmi incompatibili, come lui ha sostenuto, fra le due forze che hanno dato vita a questo Governo. Come l’onorevole Di Maio sa, io insisto molto che è necessario ripetere, ovviamente a distanza di cento anni, ciò che fece Roosevelt col new deal e le riforme; mise insieme la parte industrializzata del nord degli Stati Uniti con la parte agricola e, per certi versi, con gravi difetti di razzismo, ed è riuscito nell’intento. E, quindi, il mio convincimento che l’esperimento che si sta svolgendo in questo momento e, quindi, rispondo implicitamente alle critiche che si sono rivolte sull’assenza di uno specifico riferimento al Mezzogiorno d’Italia, è veramente un poderoso sforzo di Italia unitaria, di coincidenza fra interessi fra la zona avanzata e la zona arretrata, non certo culturalmente perché io provengo da questa (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier). Vi ringrazio. 

Il secondo chiarimento riguarda anche il dibattito che si è acceso, devo dire abbastanza moderato, dopo le dichiarazioni di centri privati che usano modelli econometrici, ma soprattutto dell’ufficio…parlamentare di bilancio, non riesco a pronunciarlo perché io ero uno dei candidati in quella posizione, che non mi fu assegnata, quindi ho rimosso dalla mia mente l’idea (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier)… Allora, credo che l’onorevole Brunetta e anche l’onorevole Padoan sappiano che se la disputa la facciamo sui modelli econometrici non ne usciamo più fuori. I modelli econometrici che dicono una cosa sono numericamente pari ai modelli econometrici che ne dicono un’altra. La battaglia non può avvenire sui modelli econometrici (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier), però di un modello econometrico abbiamo necessità e, quindi, questo modello econometrico è quello che, a un certo punto, ha fatto girare, spero con consulenze autorevoli, anzi spero, sono certo, ma eventualmente il sottosegretario Castelli può darvi qualche dettaglio in più (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico)…Allora il modello econometrico non può essere quello che fa girare il MEF e quindi, è su quello che si basano i calcoli. 

E, quindi, faccio la terza precisazione all’onorevole Brunetta, affinché le interpretazioni che io ho dato sono interpretazioni che non possano essere rivoltate. Io dico che c’è spazio, c’è un eccesso di risparmio di 50 miliardi e, quindi, abbiamo bisogno di una politica economica che miri ad assorbire questo spazio. Nella tavola, a pagina 3, il tendenziale e, quindi, il modello econometrico che noi utilizziamo per queste previsioni, dice chiaramente che, se non facciamo niente, il risparmio in eccesso, invece di diminuire, aumenta: 2,7 nel 2019, 2,9 nel 2020 e 3 nel 2021. Messi tutti insieme, noi, in tre anni, se non facciamo niente, accumuleremo 160 miliardi di risparmi in eccesso, il che significa che il Paese vivrà al di sotto delle proprie risorse, contrariamente a quello che dicono, soprattutto a livello europeo, che siamo degli sperperatori. Da cui, appunto, il Documento che ho voluto preparare e la manovra, che conferma il fatto che poi questo modello econometrico usato è un modello sensibile, dice che, se facciamo questa manovra, nel 2019 il peggioramento del saldo di bilancio a corrente sarà di 0,1, nel 2020 di 0,4, nel 2021 di 0,5, il che significa che assorbiremo un qualcosa di non più di 20 miliardi, ma ne rimarranno sempre 120, questa è l’altra preoccupazione. Quindi, non è che io ho indicato l’obiettivo, quello sarebbe l’obiettivo ideale e qui passo alla sostanza della manovra, perché credo che vada chiarito. Quando l’onorevole Crosetto ha esordito, partendo dalle conclusioni delle pagine iniziali, ho detto; bene, è da quelle che si deve partire, e le conclusioni sono estremamente chiare della iniziativa che noi stiamo intraprendendo e dicono questo, che si tratta di un ambizioso programma, quindi siamo coscienti, ma era ambizioso anche il programma del new deal, tra l’altro, era in un habitat completamente diverso, perché ancora non si erano affermate le teorie keynesiane, che mira soprattutto a rispondere all’aumento della povertà registrata dalla crisi in poi, soprattutto fra i giovani e le famiglie numerose e nelle regioni meridionali del Paese – quindi, ci sono le regioni meridionali – e a consentire, come sopra ricordato, una maggiore flessibilità nei pensionamenti anticipati, creando maggiore spazio per l’occupazione giovanile. Esso verrà attuato con gradualità e io ringrazio la coalizione di cui faccio parte, perché questa gradualità è stata accettata, ma è chiaro che sarà il Parlamento a decidere, onde conseguire una significativa riduzione del rapporto debito-PIL nel prossimo triennio. 

E veniamo al punto fondamentale. Anche con i dati tendenziali, il rapporto debito pubblico-PIL scenderà. Se noi, col programma come a un certo punto è previsto, ma viene considerato inattuabile, di aumentare di 0,5, di mezzo punto percentuale lo sviluppo è un qualcosa di terribilmente, ho sentito le parole fantasiose e irrealistiche, non mi ricordo chi le ha pronunciate, queste assolutamente sono irrealistiche se non ci proponiamo l’obiettivo, voi sapete, ma questo è un punto personale, ma è sorretto da ciò che poi è scritto nel Documento, che noi possiamo crescere anche di più, non solo perché c’è lo spazio nel risparmio, ma perché ci sono le energie del Paese per farlo, questo è un punto fondamentale (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega- Salvini Premier). 

Su un punto sembra che questo Parlamento è d’accordo, maggioranza e opposizione, tutti si rendono conto che abbiamo bisogno di maggiori investimenti, questo mi sembra un punto di… quindi iniziamo a costruire un new deal che parte dalla realizzazione…ma, a questo punto, il programma di Governo è molto prudenziale (Commenti dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), perché siamo coscienti che dobbiamo fare quelle riforme che Roosevelt avviò. Roosevelt fece una riforma sostanziale nel campo finanziario, nel campo della concorrenza, nel campo delle relazioni industriali. Chi conosce bene la storia, e l’onorevole Brunetta la conosce, sa che fece delle iniziative molto, molto importanti. Allora, nel programma di Governo, gli investimenti, il primo anno, si incrementano di 0,2 per cento; nel secondo anno 0,3; nel terzo anno 0,4. Questi sono quelli che a un certo punto… quindi niente, questi possono essere fatti. 

Però, c’è l’impegno di Governo ed è testimoniato dal fatto che le prime pagine sono tutte dedicate agli investimenti e alle condizioni per realizzarle. E questo è l’impegno politico. La sfida che a un certo punto nasce. Fallisce su questo campo il Governo? Giudicherete sul piano politico. Io sono convinto che ce la farà. E ci sono gli impegni (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier). 

Naturalmente – e questa è una correzione che ho apportato e che, quindi, mi ha spinto ad aderire e a sottoscrivere un programma del genere – consci del fatto che prende tempo fare partire gli investimenti, come la teoria elementare keynesiana ci suggerisce, quindi, non è quello di scavare fosse e costruire piramidi, ma cercare di risolvere altri obiettivi, che sono quelli indicati. E gli obiettivi sono: praticamente alla povertà si è applicato il reddito di cittadinanza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Qua le obiezioni hanno circolato. Lo stato di povertà ufficiale – e forse vi è un pizzico di esagerazione – è che uno entra nella soglia della povertà… avrei bisogno di un goccio d’acqua, per favore, grazie. Io vado ad acqua (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier). 

Il reddito pro capite italiano, essendo già influenzato dagli stati di povertà, è di 26 mila euro, quindi il livello di povertà è 13 mila euro. Applicando 780 euro, nell’ipotesi massima che tutti prendano 780 euro e non che sia residuale e marginale, chi prende il reddito di cittadinanza totalmente raggiunge la soglia di 10 mila. Quindi, questo provvedimento colpisce direttamente ed esclusivamente la povertà. Quindi non venitemi a dire che il reddito di cittadinanza…Può avere delle controindicazioni: devono essere controllate. Direi che nel provvedimento, che a un certo punto leggerete, vedrete quali sono le cautele che sono state poste, affinché evidentemente la gente non si sieda, soprattutto nella terra da cui provengo – cito della mia, visto che posso parlare dei miei conterranei, ma un po’ tutte – e, quindi, smetta di cercare un lavoro. No! D’altronde, affinché possa cercare un lavoro, affinché ci sia una domanda, ci deve essere anche un’offerta ovviamente e, quindi, l’impegno è di creare. 

Allora, qual è l’impegno immediato per accelerare l’applicazione? Quello della revisione della legge Fornero. Ieri, nel primo incontro sugli investimenti con i privati, e poi naturalmente le discussioni per il settore pubblico già ci sono e tra breve arriverà in Parlamento il provvedimento che ha studiato il Ministro… il Ministro….Bongiorno – scusatemi, che tra l’altro è una mia amica, ma comincio ad avere dei momenti di stanchezza – arriverà in Parlamento un vero e proprio provvedimento di svecchiamento della pubblica amministrazione, con l’assunzione di giovani, che sono preparatissimi e che, quindi, dobbiamo bloccarli in Italia, perché sono capaci di manovrare le strutture (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier). E quindi, vi è il combinato effetto delle informazioni che abbiamo raccolto: quelli che già attraverso la legge Fornero hanno provveduto ad esodare (uso il termine, perché poi ci sono vari altri problemi, come voi sapete, legati) e altri che invece non hanno attuato i provvedimenti, con alcune grosse imprese che addirittura parlano del rapporto uno a tre, per ogni pensionato che va via riescono a prendere tre giovani (Una voce dai banchi Partito Democratico: ma quando mai!), anche perché ci rientrano nei costi. 

Quindi sul reddito, sul gettito, le affermazioni del collega Boeri, presidente dell’INPS, sono al lordo di tutte queste operazioni. E c’è un punto che sta anche caro. Per quanto mi risulta – ma sono statistiche, devono essere aggiornate – lo Stato dai pensionati incassa circa 50 miliardi, che è una somma superiore a quello che lo Stato dà per consentire lo sbilancio. E si parla sempre di sbilancio. Ma i pensionati si autofinanziano. Si autofinanziano (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)! 

IVAN SCALFAROTTO (PD). Ma cosa dice, Ministro, è una follia! 

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi, lasciate concludere per cortesia. Colleghi, lasciate concludere! 

PAOLO SAVONA, Ministro per gli Affari europei. Allora nel meccanismo indicato vi sono obiettivi di sviluppo. Gli sviluppi sono, appunto, quello dell’incrementare il reddito reale, senza problemi di stabilità monetaria, perché le previsioni dicono che l’inflazione tutto al più va giù. Quindi, per certi versi, una volta che la Banca centrale europea ha scelto il tetto del 2 per cento, prevedere che si passi come deflattore implicito da 1,8 a 1,5 significa che non abbiamo preoccupazioni dal lato dell’inflazione in questo momento. Abbiamo solo preoccupazioni, ma non solo legate al nostro comportamento, ma anche al comportamento dei mercati finanziari internazionali. Abbiamo preoccupazione di stabilità finanziaria. E a un certo punto, come ben noto, anche a seguito dell’attuazione dell’unione bancaria, credo che le responsabilità europee siano molto, ma molto ampie, per cui io insisto che bisogna avere anche un disegno da questo punto di vista. Infatti, altrimenti, se a un certo punto non abbiamo uno scudo protettivo per il debito pubblico italiano, probabilmente il sistema, l’assenza di una banca centrale che a un certo punto abbia pieni poteri di intervenire come lender of last resort, può portare a una crisi indiretta del sistema bancario italiano. Dio ce ne scampi e dobbiamo cercare di difendere, finché è possibile. 

Lo schema, quindi, è uno schema matematico coerente. È uno schema matematico, uno schema geometrico dell’intervento nell’economia, secondo il dettato più elementare e più semplice. Naturalmente io, da economista, vi presento questo aspetto del problema. Ma poi c’è anche l’aspetto meta-economico e sociale. Questo emerge dalla volontà popolare e, quindi, a un certo punto si attende una risposta. Non è mio compito sostenere questo aspetto, altri sono intervenuti, soprattutto i rappresentanti della maggioranza, quindi, dal mio punto di vista, posso assicurare che posso andare sereno a dormire la notte, perché il futuro sarà migliore e non peggiore (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier).