Saragat diede il cavalierato al feroce dittatore Tito. Il Friuli glielo toglie

mercoledì 3 ottobre 18:31 - di Antonio Pannullo

Il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato a maggioranza una mozione con cui si chiede alla giunta di attivarsi affinché sia revocata l’onorificienza di Cavaliere della Repubblica a Josip Broz, meglio noto come maresciallo Tito. Favorevoli centrodestra e Movimento 5 Stelle, contrario il centrosinistra. Come si ricorderà, il feroce dittatore fu insignito dell’onorificenza ai tempi della presidenza del socialdemocratico Giuseppe Saragat. A esprimersi è stato anche il presidente Massimiliano Fedriga, che ha affermato di parlare in qualità di consigliere regionale e di cittadino del Friuli Venezia Giulia: “Non sono uno storico, come molti qui. Non ho la capacità di valutare una storia complessa che ha condizionato in modo drammatico queste terre e certamente spero sia una storia che non si ripeta, però ho la consapevolezza che in Friuli Venezia Giulia si sono vissuti drammi incommensurabili, con persone che sono state massacrate”. “Qui non si tratta di riscrivere la sentenza di Norimberga o la storia stessa, ma solo di ridare un po’ di dignità a quelle famiglie che quel dramma lo hanno vissuto, dopo che lo Stato è stato patrigno. Nessuno può sentirsi offeso perché intendiamo togliere una onorificenza a chi ha avuto a che fare con le foibe. Da consigliere regionale, da persona e da triestino – ha aggiunto Fedriga – voterò convintamente a favore di questa mozione, per essere dalla parte delle famiglie maltrattate dalla patria negli anni pregressi”. Non c’è assolutamente bisogno di ricordare sul Secolo d’italia le colpe orribili di Tito nei confronti degli italiani, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma vada al Friuli Venezia Giulia il ringraziamento di quanti hanno sofferto le ferocie dei partigiani con la stella rossa sul berretto.

Commenti

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  • Gianfrancoponte@libero.it 4 ottobre 2018

    Gia Luigi, lascia perdere e, se vuoi, puoi dargliela tu personalmente.

  • algugli@hotmail.it 4 ottobre 2018

    Fedriga sei un grande! questa deve essere la risposta alle zecche rosse

  • giovanna.calu@gmail.com 4 ottobre 2018

    Era ora e ci sarebbe ancora tanto da fare, come riscrivere i libri di storia.

  • an.marconcini@gmail.it 4 ottobre 2018

    Non sono di certo un ragazzino essendo nato nel lontano ’72 ma questa proprio non la sapevo.Come si è potuto concedere una così alta onorificenza a uno dei più spietati dittatori e criminali di guerra che l’ umanità abbia mai conosciuto.Sono convinto che questo riconoscimento sia stato come una pugnalata alle spalle per la popolazione del Friuli Venezia Giulia e per tutti gli Italiani, compresi gli elettori di sinistra.Stento a credere a un’ingiustizia così grande e dolorosa e mi vergogno per esserne venuto a conoscenza solo adesso.

    • gdetoffoli@yahoo.it 4 ottobre 2018

      Mi permetto di aggiungere ,perché mi ha fatto ricordare… , che taluni di quegli assassini percepiscono, se sono ancora in vita, la pensione di guerra dall’Italia.

  • morreni.antero@gmail.com 4 ottobre 2018

    Ottima decisione !

  • gdetoffoli@yahoo.it 4 ottobre 2018

    A riguardo, ai tempi girava la battuta; sarà gat ma fa il topo!
    Quanta piaggeria, quando i governanti sono dei vili !
    La ‘paura’ del vicino violento e dell’azione sotterranea dei PCI, quelli i risultati.

  • Giuseppe Tolu 3 ottobre 2018

    Bene, perfetto.

  • gianluigicoppo@libero.it 3 ottobre 2018

    Ma scusate il maresciallo Tito è morto nel maggio del 1980. Che senso ha proporre come consiglio regionale la revoca di una onorificenza a un defunto? Se serve per un po’ fi pubblicità ci sono senz’altro altri strumenti. Poi cosa c’entra Norimberga con Tito? Ferita sarebbe meglio riaprire il libro di storia e desse un’occhiata alle vicende dal 1940 in poi..