Santanchè: da Radio1 denigrato il sacrificio dei giovani nella Grande Guerra

giovedì 11 ottobre 11:07 - di Roberto Mariotti

«La puntata dello scorso martedì di Numeri Primi, programma radiofonico di Rai Radio1, è stata dedicata al calciatore della Juventus Benigno Dalmazzo che all’età di 20 anni decise, come migliaia e migliaia di altri giovani e meno giovani contemporanei, di partire volontario nella Prima Guerra Mondiale. Trovandoci poi la morte andando all’assalto sul Monte Interrotto. Gli autori del programma – dichiara la senatrice di FdI, Daniela Santanchè, componente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai – hanno deciso di utilizzare un termine ricorrente per raccontare la storia: “folle”. “Folle” la guerra, “folle” il combattere per l’Italia, “folli” le motivazioni. Ad essere folle, piuttosto, è che un programma Rai, a pochi giorni dal 4 novembre e soprattutto dopo la nostra mozione approvata a larga maggioranza possa realizzare una trasmissione che denigra qualunque spirito di italianità, di passione e di eroismo. Una mozione molto chiara – prosegue Daniela Santanchè – con la quale abbiamo chiesto e ottenuto che ci sia un’attenzione particolare e un maggiore coinvolgimento del governo, delle scuole, della Rai affinché tutta la Nazione possa festeggiare degnamente il centesimo anniversario della Vittoria della Grande Guerra, occasione nella quale tutti noi siamo diventati un Popolo e una Nazione. Che la Guerra sia orribile lo sappiamo e va raccontato. Ma ancor più orribile è che il servizio pubblico sia utilizzato per diffondere la tesi che la grandezza dei nostri eroi sia stata “inutile e folle” in una trasmissione scritta da chi, evidentemente, non ha contezza di cosa stesse raccontando né dello spirito che animava la migliore gioventù di questa Nazione a cui, cento anni dopo, ancora dobbiamo dire grazie. Chiediamo perciò al presidente della Rai – conclude Daniela Santanchè – di prendere immediati provvedimenti, proponendo programmi radio-televisivi più corretti ed equilibrati nel raccontare la Grande Guerra. Grande per la strage ma grande perché completò il processo di unificazione dell’Italia».

Commenti

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  • 3nzosk@gmail.com 12 ottobre 2018

    I comunisti hanno sempre denigrato patria esercito ecc. perché la loro ideologia mondialista doveva scardinare questi sentimenti identitari. Ora i loro epigoni sono stati comprati dal grande capitale che persegue gli stessi obiettivi. A onor del vero però lo stato italiano non si è mai fatto amare dai propri cittadini.

  • rocco.contarino@libero.it 12 ottobre 2018

    Ma, non ci vergogniamo a lasciare sola la Signora Daniela Santanchè, a difendere l’Italia e l’italianità ?
    Facciamoci sentire pure noi da quei vili felloni della RAI che rubano il nostro denaro, e denigrano i valorosi combattenti caduti per la Patria.

  • amerigo.lori@alice.it 12 ottobre 2018

    Chi è morto per un ideale, merita rispetto; non lo merita, invece, chi ha cambiato camicia per salire sul treno dei vincitori, uccidendo i suoi vecchi commilitoni. Cari signori dell’anpi, ricordate che la coerenza è una grande cosa, ma non credo che molti di voi l’abbiano perseguita…Per interesse, per paura, pochi per convinzione!

  • maurocollavini@libero.it 12 ottobre 2018

    Ma perchè le guerre d’indipendenza allora ? Ma che domande. Anche se molti di noi adesso preferirebbero essere governati dal governo austriaco piuttosto che dal governo italiano (Sopratutto dal passato governo a guida PD), perchè più vicino agli interessi della popolazione austriaca, c’erano spinte della monarchia (Savoia) per aumentare il dominio su nuove regioni che culminarono con la prima guerra mondiale e sia ben chiaro tra gli austriaci ed i Savoia non correva proprio buon sangue. A distanza di un secolo ritengo però opportuno ricordare tutti i morti di entrambi gli schiera-menti che hanno lottato per avere vinta quella guerra. E’ un ricordo e lonore va ai morti combattenti.

  • sardinia2004@libero.it 12 ottobre 2018

    Doppio passaporto agli altoatesini?
    Semplice , gli facciamo prendere quello austriaco e gli ritiriamo quello italiano, cosi se ne tornano a casa loro e le belle case ville e alberghi li diamo agli italiani che non hanno casa

    • fkokul@gmail.com 13 ottobre 2018

      Che strani ragionamenti, ricordatevi che le popolazioni di confine vivevano in pace e collaborazione da millenni, poi qualcuno pensò di conquistare altre terre fregandosene delle diverse etnie esistenti in quei luoghi, col risultato di aver distrutto economicamente le floride città di Gorizia e Trieste, creando odio fra le genti di queste terre in nome di un ideale imposto con la forza per le martoriate popolazioni locali di qua e di la del confine. Se ragioniamo con questi termini di odio “cacciamoli dalle loro terre e dalle loro case” è chiaro che Europa possiamo pensare di costruire quando abbiamo distrutto uno stato che già rappresentava la Europa dei popoli… Meditate gente meditate..

  • sabatelli@hotmail.com 12 ottobre 2018

    L’amico Rodolfo ci ha capito qualcosa di storia, o viaggia per frasi fatte? La Grande Guerra fu il compimento dell’unità d’Italia, l’ultima guerra risorgimentale. Con i ma e i se non si fa la storia.

  • ardoino82@libero.it 12 ottobre 2018

    Ben detto, Onorevole, sono ormai decenni che si stigmatizza la guerra per denigrare combattenti e Caduti.

  • Rodolfo Ballardini 12 ottobre 2018

    Alcune semplici domande nel rispetto dovuto a chiunque è morto in guerra: chi ha attacco e perchè? Forse gli austroungarici hanno invaso il Tirolo per cui la monarchia ha dovuto dichiarare la guerra rompendo l’alleanza con l’Austria? Di chi la colpa se centinaia di migliaia di italiani sono morti attaccando chi si difendeva nonchè qualche decina di migliaia di tirolesi che difendevano le loro case dall’aggressore? Pensate che il Kaiser Franz Josef abbia ordinato a mio nonno, kaiserjaegher, a 20 anni, di imbracciare il Mauser e attaccare l’Italia per conquistare Milano?
    Come al solito, queste mozioni prendono a calci in bocca i Tirolesi morti per difendere le loro case, il loro territorio. Sino a quando la Storia sarà così negata, non ci sarà fine alle rivendicazioni di indipendenza.

  • max.bialystock@libero.it 11 ottobre 2018

    sorpresa…positiva,
    ben fatto On.le Santanchè!