Sanità, niente esame a 89enne con aneurisma: “Torni a dicembre 2019”

mercoledì 10 ottobre 19:09 - DI Guido Liberati

Le liste d’attesa della Sanità pubblica? Anche nelle Regioni che un tempo si definivano all’avanguardia la situazione è drammatica. Prendete il caso segnalato dai giornali locali toscani. Con una email inviata alla Direzione dell’ASL Toscana Centro una signora di Pistoia ha denunciato quanto accaduto a suo padre, 89 anni.  «Giovedì 4 ottobre mi sono recata al Cup in Viale Adua per un esame di ecocolordoppler aorta addominale in quanto presente un aneurisma da tenere sotto controllo ogni sei mesi». La riposta del Cup è stata sconvolgente. «Mi hanno detto che devo ritornare a fine dicembre 2019 (si, 2019!) per vedere se sono riaperte le liste». «Paghiamo le tasse per la sanità – ha scritto la signora toscana – ed il servizio è veramente vergognoso. Con i nostri soldi vengono pagati i lauti stipendi di chi dovrebbe gestire l’organizzazione delle liste di attesa».

Sanità Toscana: interrogazione di Forza Italia

Sulla vicenda il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, ha presentato un’interrogazione alla Giunta toscana «sull’ennesimo caso di liste d’attesa esorbitanti in cui è incappato un anziano con aneurisma».  «La sanità è lì per prendere in carico le persone che hanno bisogno – tuona Marchetti – non per spingerle via verso luoghi remoti o verso il privato». E allora il capogruppo di Forza Italia si è «incaponito, ed è andato a spulciarsi i dati sui tempi medi di attesa forniti dalla Asl Toscana Centro».  Ebbene, «gli ultimi rilevamenti disponibili – racconta sempre Marchetti – sono quelli relativi al bimestre luglio-agosto 2018. Ebbene, neppure gli ecocolordoppler in classe di urgenza risultano erogati entro i tempi massimi di legge. Che si aspetta a metterci mano? Che un anziano di 89 anni finisca rimbalzato ai margini del sistema? Chi è che deve occuparsi di garantire il diritto alla salute, soprattutto dei pazienti così fragili, se non chi governa?».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Scrittrice1963@gmail.com 11 ottobre 2018

    A me una visita cardiologica prescritta a settembre allo sprtello di un poliambulatorio di Roma, me l’avevano data per giugno 2019. Fortunatamente poi ho telefonato al CUP regionale. In quel momento avevano disdetto una visita proprio nella stessa struttura.

  • max.bialystock@libero.it 11 ottobre 2018

    è inutile che ci giriamo intorno
    vogliono, attraverso tagli scellerati mettere in difficoltà la Sanità Pubblica
    tantissimi (tutti) media locali e nazionali fanno da cassa di risonanza affinchè il Popolo, creduto ignorante, se la prenda col Sistema Nazionale Pubblico
    tutto ciò perchè rapaci e sprezzanti speculatori (Industria del Farmaco/Fondi privati anche stranieri…tutti sui generis, diciamo) mettano le mani su quello che per loro è un business miliardario
    per loro è solo un business, le nostre malattie per loro valgono oro
    Per cui dobbiamo cambiare, anche in questo caso, è da preferire con scelte contrarie a quanto si è fatto negli ultimi 30anni, niente tagli, innovazione più medici
    per assicurarci, noi tutti, Italiani, la dignità anche nella malattia.
    Fuori gli usurai dalle nostre sofferenze fisiche.

  • gdetoffoli@yahoo.it 11 ottobre 2018

    Toscana? Una volta era una regione del centro Italia in cui confluivano rilevanti ‘numeri’ di assistenze provenienti dal disastrato sud ! Poi l’assessore Saccardi sotto la sapiente diretta regia di Rossi hanno impresso pesantissimi tagli al sistema sanitario Regionale. Ridimensionamenti, tentativi di far sparire o già cancellati centri d’assistenza preziosi perché posti in luoghi difficile da servire a causa della orografia del territorio d’alta collina che attraversa la regione per tutta la sua lunghezza. Rispetto alla confinante Emilia-Romagna Medici ed altre categorie professionali sono pesantemente sottodimensionati mentre abbondano i settori impiegatizi per motivi clientelari e di voto di scambio.
    Altro interessante capitolo da sondare la contemporanea spinta applicata indirizzando ai centri privati espellendo utenze in luoghi di recente costituzione ampiamente composti da personale proveniente da sanità pubblica. Con differenze sostanziali nel rapporto sanitari/uffici e legati a grandi efficienze sostenute da capitali ed indirizzi copia carbone di altri fatterelli già accaduti anni fa regione/partito ! Sarà interessante un’investigazione approfondita che rivelerebbe pericolose connection !