Rottamazione ter: sotto i mille euro debito azzerato. Come funziona

venerdì 12 ottobre 17:21 - DI Penelope Corrado

Gettito stimato di 11,1 miliardi in cinque anni, circa 2,2 miliardi l’anno. È quanto dovrebbe portare alle casse dell’Erario la rottamazione ter del governo giallo-verde. Nell’ultima bozza del Dl fiscale collegato alla Legge di Bilancio che dovrebbe essere approvata il 15 ottobre, si precisa che la contestuale introduzione dell’annullamento dei carichi residui di importo fino a 1.000 euro affidati fino al 31 dicembre 2010, permetterà di concentrare le risorse a disposizione dell’Agente della riscossione sulle quote più recenti o comunque di importo maggiormente rilevante, compensando parzialmente l’impatto negativo sulla riscossione ordinaria derivante dai nuovi interventi di legge.

Al fisco costa meno annullarle che gestirle

Le quote oggetto di annullamento, infatti, pur rappresentando in termini di importo una porzione residuale del magazzino ancora da riscuotere e con un grado medio di recuperabilità ormai remoto, sono numericamente rilevanti e, sotto il profilo gestionale, necessitano del medesimo impegno rispetto a quelle più recenti o comunque di importo maggiore per la gestione delle ordinarie attività di recupero. Gli incrementi applicati alla flessione della riscossione ordinaria, si assicura nella relazione illustrativa del dl, sono stati contenuti al 20% nel 2019, al al 15% nel 2020 ed al 10% nel 2021 per apprezzare il recupero di efficacia derivante dalla possibilità di concentrare le risorse nelle attività riscossione di quote più recenti o comunque più rilevanti, la cui prospettiva di incasso risulta maggiore.

Zero sanzioni e interessi: rottamazione ter in 5 anni

Cinque anni per sanare cartelle consegnate alle Entrate nel 2000-2017, possibilità di ricorrere a compensazioni, zero sanzioni e interessi di mora. L’ultima bozza del dl fiscale collegato alla manovra di cui Adnkronos ha preso visione, conferma i dettagli della rottamazione-ter contenuti nelle bozze precedenti. La nuova definizione agevolata rispetto alle precedenti fruirà di condizioni più “favorevoli”: si potrà effettuare il pagamento delle somme dovute in un arco di tempo particolarmente ampio (cinque anni) con due rate semestrali ogni anno (al 31 luglio e al 30 novembre) e si potrà utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della pa. Se si eseguirà il pagamento in forma rateale, sarà assoggettato ad un tasso di interesse ridotto, pari al 2% annuo; provvedendo al versamento della prima o unica rata delle somme dovute potrà ottenere l’estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell’adesione alla definizione.

Commenti

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  • gabrielepellegrini654@gmail.com 13 ottobre 2018

    …purtroppo, la maggior parte di queste cartelle dovrebbe, a norma di LEGGE, essere prescritta!