Roma, prostituzione maschile a Villa Pamphili: c’è anche un seminarista

Giro di prostituzione maschile a villa Pamphili, a Roma, scoperto grazie a numerose segnalazioni reiterate nel tempo che dipingevano un tratto della villa come un enorme alcova a cielo aperto, dove l’andirivieni di clienti, anche in orari diurni, ne rendeva inequivocabile l’esistenza. Il comandante generale dei caschi bianchi romani Antonio Maggio, ha lavorato per far luce sugli episodi segnalati. Alcuni giorni di appostamenti con agenti in borghese e muniti di binocolo, alcuni dei quali “travestiti” da biker, praticanti jogging, e simulando la passeggiata con il cane al guinzaglio, hanno potuto accertare che era tutto vero. Un via vai di avventori, tra gli alberi del parco romano, alla ricerca di sesso occasionale. Il costo di ogni prestazione oscillava tra i 20 e i 30 euro, offerto tra gli alberi da 6 prostituti, tra i quali un seminarista. Le persone, compresi i clienti, sorprese in flagranza, sono state tutte deferite all’autorità giudiziaria.
Sui fatti è intervenuto l’Ugl polizia locale che in un comunicato del coordinatore romano Marco Milani si complimenta con la polizia locale di Roma Capitale «per aver stroncato il vergognoso fenomeno di prostituzione nei parchi. Gli agenti tornino dove i cittadini li vogliono: nei parchi, alle fermate dei mezzi pubblici, davanti alle scuole. Possibilmente in numero adeguato e con le giuste riforme che ne garantiscano l’adeguatezza alle mutate esigenze di sicurezza urbana», conclude.