Rifiuti a Roma, a Balduina residenti infuriati: basta soldi all’Ama

Un tempo era un quartiere salotto, scelto dai registi per ambientarvi le sequenze di film capolavoro, si pensi a Il sorpasso ma senza dimenticare film cult come La dolce vita. Ora, come titolava mestamente domenica il Corriere, la Balduina è diventata una discarica. E i residenti, quando non devono fronteggiare il traffico impazzito per l’ennesima strada chiusa a causa di un cedimento dell’asfalto, si rassegnano al fai da te. Muniti di guanti e di pala aggrediscono le montagnole di spazzatura che si accumulano dinanzi ai cassonetti e li riempiono, oppure postano sui gruppi di quartiere tristi immagini di rifiuti abbandonati, una maleodorante coreografia che gli abitanti si trovano a dover dribblare durante i loro spostamenti: cartoni, bottiglie, frutta marcia, vecchi mobili pieni di ruggine. Nel caos fiorisce, ancora più putrescente, l’inciviltà. C’è chi non vaga alla ricerca di un cassonetto vuoto o che si possa aprire (perché molti sono rotti ma non vengono sostituiti) e deposita i suoi rifiuti accanto agli altri. Bastano poche ore e il piccolo cumulo diventa una collinetta maleodorante.

Che fare dinanzi a tanta incuria, come far cessare una situazione che presenta anche rischi per la salute con i topi che passeggiano da un cassonetto all’altro indisturbati? Sabato 13 ottobre Fratelli d’Italia ha avviato nel quartiere una raccolta di firme  per chiedere all’Ama di riaprire la sede di zona in via Nicolai. In poche ore hanno firmato 2000 residenti del quartiere, ma la raccolta di firme va avanti. Dice Federico Guidi, coordinatore di FdI nel Municipio XIV: “Roma non è mai stata pulitissima, ma mai si è visto un disastro simile. Questa situazione ha dei responsabili ben precisi: una conduzione dell’Ama fallimentare, così come è fallimentare l’amministrazione Raggi che quegli amministratori di Ama ha nominato. Per la Balduina c’è l’aggravante della decisione di chiudere la sede di zona dell’Ama di via F. Nicolai, che ha sottratto circa 30 operatori alla pulizia del quartiere, depotenziato la raccolta dei rifiuti, la pulizia delle strade, ma anche gli interventi degli agenti accertatori, adibiti a sanzionare quelli che lasciano i rifiuti fuori dai cassone”. Gli esponenti di FdI del quartiere, il consigliere comunale Lavinia Mennuni e il consigliere di Municipio Mauro Ferri, pensano anche alla possibilità di fare ricorso alla commissione tributaria, per chiedere la riduzione delle tariffe Tari per le utenze domestiche e Tasi per quelle commerciali per evidente inadempimento contrattuale. La diffida all’Ama sarà inoltrata nei prossimi giorni. “Abbiamo inoltre raccolto la disponibilità di alcuni legali – spiega Mennuni – a supportare i cittadini che vorranno perseguire la strada dei ricorsi singoli, o di un ricorso collettivo, laddove ne sussistano i presupposti. Al di là della possibilità di ottenere una concreta riduzione della Tari e della Tasi, siamo convinti che la minaccia di colpirli nel portafoglio scuoterà Ama dal suo ingiustificabile letargo”. Una battaglia che Fratelli d’Italia intende esportare anche in altri quartieri per costituire una rete di protesta attiva contro una situazione di degrado non più tollerabile.