Riace, le intercettazioni che incastrano il “sindaco dei migranti”

Organizzava matrimoni combinati tra straniere e residenti per favorire l’immigrazione clandestina.  Intercettazioni choc per Domenico Lucano, che pur di accogliere illegalmente, arrivava a fare il “mezzano”. Eppure era osannato da Saviano, ammirato – come si evince dalla foto – da Laura Boldrini. tutti i fautori dell’accoglienza lo consideravano un mito. Ecco come avveniva il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina da parte del sindaco di Riace, ora agli arresti domiciliari. Secondo quanto riferisce la nota del procuratore di Locri Luigi D’Alessio sono «particolarmente significativi» i dialoghi intercettati dalla Guardia di Finanza. Ad esempio, la procura riferisce di uno di questi dialoghi in cui Lucano sottolinea: «Analizziamo la sua situazione sul piano giuridico. Oggi lei è una diniegata per tre volte, lei non può fare più una commissione, non è più una ricorrente, se è come dice lei che è stata diniegata per tre volte non c’è una quarta possibilità, lei ha solo la possibilità di ritornare in Nigeria però … fammi andare avanti … sai qual è secondo me l’unica strada percorribile, volendo spremere le meningi, che lei si sposa! Io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente… con un cittadino italiano».

«Lei dica che è libera…»

Ancora: «Mi fa un atto notorio dove dice che è libera di poter contrarre matrimonio – prosegue nella conversazione – e siccome è una richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti perché ovviamente uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti con lei e mi basta una sua dichiarazione, un atto notorio… dovremmo chiedere all’ambasciata ma mi basta un’autocertificazione dove mi dice che lei è libera».

Riace, vergogna Pd: difende il sindaco

«Il sistema dell’accoglienza targato Pd ha creato più indagati che integrati», dichiara  il sottosegretario al Viminale Carlo Sibilia, commentando l’arresto del sindaco di Riace Domenico Lucano. L’assurdo, per non dire la vergogna, è la difesa ad oltranza del Pd, che nega l’evidenza. «Non entriamo nel merito del lavoro della magistratura, a cui in via esclusiva spetta il compito di indagare e fare luce su eventuali ipotesi di reato, ciò che invece ci preme sottolineare è il valore del modello di integrazione e umanità che Mimmo Lucano è riuscito a realizzare a Riace». Lo afferma inopinatamente Giovanni Puccio, responsabile organizzativo Pd Calabria, che dopo tutti gli addebiti ha il coraggio di rivendicare il modello Riace, «Un sistema vero di accoglienza e solidarietà, in cui gli ultimi hanno finalmente trovato dignità e diritti, in cui un borgo destinato ad appassire e spopolarsi ha recuperato vitalità – continua – Riace è il simbolo di come, anche in questi tempi bui e attraversati da odiosi sentimenti di xenofobia e intolleranza, la convivenza con il diverso e l’accoglienza ai diseredati possano trovare diritto di cittadinanza nelle nostre comunità». Un delirio.