Renzi all’incasso: «Travaglio diffamò mio padre, ho avuto 95mila euro di risarcimento»

Matteo Renzi annuncia la notizia sui social, il giorno dopo la chiusura della Leopolda, crogiolandosi per una vittoria in sede giudiziaria, non potendo fare altrettando sul piano politico, nel giorno in cui anche in Trentino Alto Adige si registra un clamoroso tracollo del Pd.

«Una notizia personale. Oggi è arrivata la prima decisione su una (lunga) serie di azioni civili intentate da mio padre, Tiziano Renzi, nei confronti di Marco Travaglio e del Fatto Quotidiano. La prima di oggi vede la condanna del direttore Travaglio, di una sua giornalista e della società editoriale per una cifra di 95.000€ (Novantacinquemila).  Niente potrà ripagare l’enorme mole di fango buttata addosso alla mia famiglia, a mio padre, alla sua salute.
Una campagna di odio senza precedenti. Ma qualcuno inizia a pagare almeno i danni. Volevo condividerlo con voi. Buona giornata, amici», scrive Renzi sia su Instagram che su Fb. Sarà andata davvero così? 

C’è poco da esultare, invece, sul fronte interno, ma Renzi – nella sua E-news – spiega che “quelli che ci consideravano morti e sepolti vedono oggi, in Leopolda, un popolo vivo, consapevole delle difficoltà ma carico di entusiasmo”. «Chi era a Firenze ha sentito sulla propria pelle una energia nuova e vitale. E la cosa divertente è che c’è stato un bellissimo scambio generazionale. Sul palco si sono alternati i giovanissimi, diversi anche minorenni e ragazzi sessantenni che hanno letteralmente infiammato la platea». Arriva poi l’attacco a Beppe Grillo: «Per me fai schifo. I 5Stelle hanno chiuso il proprio evento al Circo Massimo con gli insulti di Beppe Grillo al Capo dello Stato italiano, al Capo dello Stato francese, all’opposizione. E il noto pregiudicato genovese, non pago, ha pensato bene di insultare anche le persone che soffrono per l’autismo. Parole  addirittura peggiori di quelle rivolte a Mattarella»