Rampelli: il nome del sindaco a Roma spetta a noi farlo, Salvini qui non ha radici…

Arriverà il 10 novembre la sentenza del processo che vede Virginia Raggi accusata di falso per la dichiarazione, inviata all’Anticorruzione capitolina, in cui chiariva che Raffaele Marra non aveva avuto alcun ruolo nella promozione del fratello Renato a capo dell’ufficio Turismo. E proprio da questa data parte l’intervista a Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera, pubblicata oggi sul Foglio.

Le ipotesi si rincorrono: Virginia Raggi potrebbe trovarsi in grossi guai se condannata, sia pure in primo grado, e se il suo partito decidesse di lasciarla in balìa dei suoi guai giudiziari. A quel punto Roma potrebbe essere catapultata alle urne e ci sarebbe da scegliere un candidato sindaco che non crei le fratture del passato. Sul punto Rampelli non ha dubbi: il candidato sindaco dovrà essere di Fratelli d’Italia, visto che il partito ha le carte in regola per rivendicare una candidatura efficace. E Salvini non si metterebbe di traverso secondo Rampelli: “Non mi sembra che la Lega nella Capitale abbia grossi nomi da spendere, Al di là del consenso non c’è una struttura radicata in città”. Infine, il capogruppo di FdI non manca di ironizzare sulle continua strizzatine d’occhio di Salvini a motti e pose del fascismo: maglietta nera, carezze ai bambini, elogi al Duce, la frase “chi si ferma è perduto”. “Ci manca solo che si mostri a petto nudo”, chiosa Rampelli. Ma anche questo Salvini lo ha già fatto. Questa estate. Ma in versione pantofolaia e borghese, cioè mentre giocava con i figli sotto l’ombrellone.