Predappio, perché quest’anno l’Anpi sta diffondendo tanta tensione?

Da Massimiliano Mozzanti riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore,

da quando, correva l’anno 1957 e precisamente il 30 di agosto, la salma di Benito Mussolini fu restituita ai familiari e composta nell’ornai celeberrima – e visitatissima – cripta, praticamente nessuno ha mai messo in discussione il diritto di chiunque di andare a visitare la tomba del Duce e omaggiarla, qualora ritenesse di farlo. A decidere che Mussolini potesse godere di un sereno e cristiano sonno eterno e che i suoi ammiratori potessero colà ricordarsi di lui, non furono i fascisti superstiti – va ricordato a cultura dell’Anpi -, bensì il democristiano Adone Zoli e, prima degli altri, Pietro Nenni, leader del Psi filo-comunista e certamente non in debito con nessuno in Italia in materia di Antifascismo. Certo, qualche volta, negli anni passati, in particolare di recente, qualche “mugugno” s’era registrato, dopo alcune “radunate”: a volte perché clamorosamente troppo partecipate – memorabile, in questo senso, quella del centenario della nascita di Mussolini, nel 1983 -, altre perché caratterizzate da un eccesso di “pittoresco” da parte dei convenuti. Polemiche piccole, però, e rapidamente scordate da mass-media e opinione pubblica. In anni, lontani, “anni di piombo”, qualcuno pensò pure di collocare una bomba, nella cripta della famiglia Mussolini – bomba che esplose -, ma la riprovazione generale per l’esecrando destò sconsigliò anche gli antifascisti più incalliti dal ripetere un simile, esecrando gesto.

Dunque, perché, quest’anno, far precedere il tradizionale appuntamento a cavallo del 28 ottobre, da feroci e sempre più montanti (e artificiali) polemiche, per di più con la convocazione in piazza, nella piccola Predappio, di una manifestazione indetta dall’Anpi – e sicuramente infoltita dai soliti, pessimi figuri dei così detti “centri sociali” – che rischia di diventare l’innesco di una giornata tutt’altro che tranquilla? A poche ore dalla duplice manifestazione contrapposta, la sensazione che si ha qui, in Emilia Romagna, è che qualcuno speri nell’incidente “grosso”, nella tensione crescente che induca qualcuno in uno sconsiderato gesto che dia la stura strumentali campagne propagandistiche contro il governo in carica e, in particolare modo, contro chi è responsabile dell’ordine pubblico.

La profezia è tra le più facili da fare: se accadrà qualcosa, almeno nelle prime ore e nei primi giorni, sarà strombazzato per ogni dove che la provocazione o il gesto folle è partito dal fronte, chiamiamolo così, “nostalgico”. E potrebbe pure essere, nel caso che tutti scongiurano che accada, dal momento che non è difficile per nessuno, da una parte o dall’altra, intrufolarsi e nascondersi tra la folla per fare idiozie o peggio. Quindi, al di là della certezza che tutti hanno sulla professionalità e la serietà che le forze dell’ordine spenderanno affinché domani tutto scorra senza alcun incidente, c’è da chiedersi: perché si è scelto di rischiare che accada? Perché cedere alle richieste dell’Anpi, tenuto conto che mai e poi mai, in passato, questo genere di manifestazioni “nostalgiche” – come vengono definite – hanno creato problemi di ordine pubblico? Qualcuno teme espressioni contrarie alla “legge Scelba”?

Ora come in passato, semmai, sarà compito di Polizia e Carabinieri registrarle e segnalarle a chi di dovere: della famigerata “vigilanza democratica” non sente più la necessità nessuno, per fortuna, in Italia. Anche perché, se è certo che gli organizzatori delle rispettive iniziative vigileranno per evitare che i propri aderenti cadano in provocazioni o commettano scelleratezze; altrettanto certo è che, mentre i “nostalgici” hanno come unico obbiettivo quello di fare visita a una tomba e ritrovarsi insieme, i “contestatori” hanno la mira di disturbarli, insultarli, impedire loro di trascorrere senza problemi la giornata. C’è differenza e anche tanta. O no? E non è un bel segnale, dopo i grandi progressi che il dibattito pubblico aveva registrato a partire dagli anni ’90, sopra a tutto per merito della Destra, che la Sinistra torni a scommettere sul disordine, sull’esacerbazione dei toni, magari anche su qualcosa di violento, per tornare a “tirare il fiato” dopo anni di asfissia sociale, culturale e politica. La tensione, oggi a Predappio, si palpa, fisicamente. C’è da sperare che si tratti solo di una sensazione e che la mattinata di domani la faccia passare, registrando che niente è accaduto.