Piazza anti-Raggi? Per la sindaca è un “gomblotto” del Pd. E Formigli la bacchetta

Spontanea? Miracolosa? Diretta a distanza dal Pd con la bava alla bocca contro i grillini che siedono a Palazzo Chigi? Fa discutere la manifestazione anti-Raggi di sabato pomeriggio che ha portato in piazza del Campidoglio migliaia di romani per chiedere le dimissioni della sindaca Virginia Raggi. Niente bandiere di partito,  niente slogan politici, se non l’immancabile  e ridicola  precisazione “siamo anti-razzisti e antifascisti”, tanto per mettere le mani avanti sotto le telecamere. Tanta rabbia contro l’amministrazione capitolina che ha definitivamente affossato la credibilità della Capitale a pochi  giorni dall’orrore di San Lorenzo. Rabbia di plastica, forse, ma molti romani erano lì, in piazza, e ai piani alti del Campidoglio tira un’aria di tempesta.

Raggi: “C’era tutta la vecchia guardia del Pd”

La sindaca l’ha presa malissimo. “C’erano Lorenzin, Calenda e tutta la “vecchia” guardia del Pd – scrive su Facebook la Raggi – mancava soltanto il conte Gentiloni che però, da Firenze, non ha fatto mancare un tweet di partecipazione. Dalle immagini li ho riconosciuti subito. Erano gli stessi volti provati e stanchi, le stesse chiome bianche della precedente disastrosa manifestazione di rilancio del Pd in piazza del Popolo. Gli stessi volti che non abbiamo mai visto in periferia. Ho visto vecchi politici che rivogliono la poltrona e rappresentano soltanto se stessi”. Parole dure, velate di malcelata ironia, per screditare in blocco le migliaia di romani (uniti trasversalmente nella condanna della gestione grillina della Capitale d’Italia) che la vogliono mandare a casa. La tesi virginiana, espressa con grande pathos, è chiara: è stato un gomblotto, quella non era gente “vera” ma portata lì dal Bottegone per riprendersi il Campidoglio.  “Hanno nascosto le bandiere di partito, forse perché ormai gli stessi sostenitori del Pd hanno un certo imbarazzo a dire che sono del Pd. Quindi con il loro giornale volevano far credere che in piazza fosse scesa la società civile. Invece, hanno provato semplicemente a strumentalizzare i cittadini per fini partitici. Anche stavolta li abbiamo scoperti. Quelli del Pd erano riconoscibilissimi: signore con borse firmate da mille euro indossate come fossero magliette di Che Guevara e – accessorio immancabile – i barboncini a guinzaglio (ovviamente con pedigree)”. E giù l’elencazione dei miracoli grillini: “Ho dichiarato guerra ai clan Spada e Casamonica. Abbiamo aperto asili e scuole; abbiamo stanziato 137 milioni per lavori pubblici necessari a rilanciare città ed economia; abbiamo aperto cantieri ovunque…”. Una difesa d’ufficio che non sfiora neppure i drammi quotidiani di Roma: insicurezza, criminalità organizzata, spaccio,violenza,  degrado delle periferie, campi nomadi abusvi, immigrazione clandestina, racket della prostituzione cinese, mafia, magari de’ noantri ma sempre mafia.

Formigli: i cittadini non si deridono

Tra i tanti commenti sociologici sul web che si interroga sul copyright della piazza anti-Raggi  spicca quello di Corrado Formigli. “Cara sindaca – scrive il conduttore di Piazza Pulita, in veste di portavoce dem –  la polemica politica va bene e certo non si pretende che lei dia ragione a chi la contesta. Ma trovo profondamente sbagliato deridere chi manifesta, suggerire che sia stato strumentalizzato dal Pd. Io a quella manifestazione sono andato perché sono stanco di vivere in una città sempre più sporca e degradata. Perché il disastro di Roma è in buona parte responsabilità di chi ci ha governato prima, quindi delle ultime giunte di destra e di sinistra. Ma gli ultimi due anni e mezzo no, quelli sono sotto la sua responsabilità. Chiunque viva a Roma sa esattamente quello che sta succedendo alla nostra città. Respira, vede, conosce, misura. Inutile giocare con le parole – scrive Formigli –  oggi Roma è messa molto male. Io in tanti anni non l’ho mai vista in uno stato di abbandono simile. E rispondere a chi si lamenta “allora preferivi quando c’era mafia capitale” è un’offesa all’intelligenza. Mi creda, una piazza civica e civile che si mobilita va sempre ascoltata, mai additata”.