Pensioni, chi sceglierà “quota 100” perderà fino a 500 euro al mese

Meno contributi versati, speranza di vita più alta, niente rivalutazione del Pil. Ecco perchè chi sceglierà di andare in pensione con la “quota 100” potrebbe perdere fino a un quinto del suo assegno. Le stime sono dell’Inps, secondo cui con uno stipendio di 40.000 euro annui e una pensione retributiva fino al 2011, poi contributiva, andando in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi invece che a 67 anni come previsto dal 2019 per la pensione di vecchiaia (e versando i contributi) si potrebbero ricevere circa 30.000 euro l’anno. Rinunciando a 500 euro (-21%) che si avrebbero se si lavorasse ancora 5 anni. I nati tra il 1953 e il 1957 (nel 2019 avranno tra 62 e 66 anni) potrebbero essere i più penalizzati. Sono loro infatti quelli che risentiranno maggiormente di una eventuale uscita anticipata. Secondo alcune simulazioni riportate da Repubblica, un lavoratore che andrà in pensione a 62 anni con 38 di contributi, invece di prendere 1778 euro al mese, ne prenderà 1.442.

Secondo il presidente Boeri gli interventi del Governo sul sistema previdenziale potrebbero costare 140 miliardi nei primi 10 anni, ha detto ancora Boeri spiegando che, dal 2046 in poi, la spesa dovrebbe scendere perchè le persone saranno andate in pensione in anticipo e con assegni più bassi rispetto a quelli che avrebbero ottenuto andando a riposo con le regole attuali. Il calcolo è legato all’introduzione della quota 100, al blocco immediato dell’adeguamento dell’aspettativa di vita sui contributi necessari alla pensione anticipata e al blocco dopo il 2019 dell’adeguamento sull’età di vecchiaia.