Pd, Martina getta la spugna: “Ho esaurito il mio mandato” (video)

Il segretario del Pd Maurizio Martina ha annunciato le dimissioni che formalizzerà l’11 novembre. «Si completa oggi – ha detto Martina a Milano, nel discorso di chiusura del Forum tematico Dem– il mandato che ho ricevuto all’Assemblea nazionale di luglio. Nei prossimi giorni com’è giusto che sia, con la segreteria nazionale, noi concluderemo questa fase, perché questo era il mandato».

Martina al Forum Pd: “Erano dimissioni annunciate”

«Con questo Forum – ha proseguito il segretario Pd – si completa il mandato che ho ricevuto dall’assemblea nazionale del luglio scorso. Prego tutti di considerare gli esiti di questi due giorni, non come un fatto di questo o quel segretario, ma come un patrimonio della nostra comunità. Vi chiedo di prendere la parte importante del lavo che abbiamo fatto e svilupparlo perché non possiamo ricominciare da capo».

Martina invita a non avere paura del confronto interno

Martina ha proposto la riconvocazione dell’assemblea nazionale l’11 novembre «per essere conseguenti alla nuova fase che si deve aprire. Credo che il congresso possa essere un’occasione per fare una parte del lavoro che ci manca, per sviluppare fino in fondo l’alternativa che muove dal Pd ma che dovrà necessariamente andare oltre il Pd». Martina si è detto convinto «che il congresso possa aiutarci, dipende da come lo facciamo, il tema non è lo strumento ma come noi tutti lo vivremo. Non dobbiamo temere il confronto interno che è lo strumento dell’unità». Per il segretario uscente, «le primarie sono un altro strumento che abbiamo a disposizione, pur con tutti i suoi limiti, può mettere in movimento partecipazione e idee».

Boccia: “Il Pd oggi è ai margini della politica”

In vista del congresso Pd scaldano i muscoli i diversi contendenti, a cominciare da Francesco Boccia, candidato alla segreteria. «Gli elettori  – ha detto Boccia – ci hanno voltato le spalle perché questa classe dirigente non è stata all’altezza della sfida e non possiamo nascondere errori e ambiguità parlando prima di un listone e non penso che questo fosse il senso dello stesso Franceschini. Prima viene il Pd rafforzato, poi parleremo di Europee e di una classe dirigente che non dovrà mai più essere classe di potere».