Non solo S.Lorenzo, via le baracche al Prenestino: dove stranieri spacciano la “droga della pazzia”

La morte di Desirée ha slatentizzato un problema, quello dei casermoni, delle ex fabbriche, degli immobili dismessi, abbandonati e abusivamente occupati da immigrati stranieri, divenuti centro di spaccio, luoghi di morte. L’ultimo – solo in ordine di tempo – è l’insediamento abusivo costituito da alcune baracche di fortuna realizzate all’interno di un’area boschiva e disabitata in Via Labico. Un inferno senza tetto né legge che nelle prime ore della mattinata di ieri è stato al centro di un blitz delle forze dell’ordine che ha scoperchiato l’ennesimo “vaso di Pandora” dal quale sono usciti veleni, degrado, illegalità e degrado.

Sgomberato un insediamento abusivo: si spacciava la droga della pazzia (Yaba)

Dunque all’alba di ieri, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Torpignattara, unitamente ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, hanno proceduto allo sgombero di un insediamento abusivo fatto di baracche malmesse accatastate all’interno di una zona dove la vegetazione cresce incolta e selvaggia, come l’illegalità e la criminalità che si annidano in Via Labico. Il luogo, da qualche tempo era divenuto un centro per lo spaccio di stupefacenti ed in particolare di yaba, meglio conosciuta come la “droga della pazzia” per suoi effetti sulla parte del cervello coinvolta nella produzione di dopamina, con conseguenti importanti effetti di dipendenza fisica e psichica. Una di quelle droghe che maggiormente divorano le cellule cerebrali – come la Flakka o la Shaboo e tante altre, ultimi ritrovati del business mortale – e che lasciano segni devastanti sulla salute fisica e psichica, tracce indelebili…

Fermati 20 stranieri: 13 di loro erano senza documenti

Ebbene, nel corso dell’operazione di Polizia portata a termine ieri sono stati fermati 20 cittadini stranieri di cui 13 senza documenti, accompagnanti per la loro identificazione presso il Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica e successivamente all‘Ufficio Immigrazione per accertare la loro regolarità sul territorio italiano. L’area, che al momento dell’arrivo degli agenti si presentava in pessime condizioni igienico sanitarie, con cumuli di masserizie e rifiuti in alcuni casi anche pericolosi, è stata immediatamente bonificata a cura della proprietà. Un precedente, quello del blitz e di quello che ha palesato, il cui orrore ancora non emerso del tutto forse, e di cui si sentirà parlare di nuovo – e a breve – probabilmente…