“Non lavoro perché nera”, dopo lo sdegno, i dubbi: qualcosa non quadra. Ecco perché

lunedì 8 ottobre 12:45 - DI Giulia Melodia

«Non lavoro perché nera», dopo la solidarietà digitale e lo sdegno mediatico, la denuncia di Judith Romanello comincia a sollevare qualche perplessità, almeno ne il Giornale che, analizzato un nuovo audio della ragazza e messi in fila dati, riscontri e dubbi, dedica alla vicenda un dettagliato servizio in esclusiva. Un’inchiesta per provare ad approfondire. Se necessario anche a fare luce su quei coni d’ombra che rischiano di offuscare la denuncia e l’intera vicenda della ventenne nata ad Haiti ma cresciuta in Veneto e adottata da una famiglia di Spinea, che solo qualche giorno fa su Facebook ha denunciato di essere stata respinta a un colloquio di lavoro con un ristoratore in quanto di colore. «Ah ma sei nera? Non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me», dichiara online sul web la giovane che, nel suo sfogo-denuncia, aggiunge pure di esserci rimasta basita, anzi di più: «di merda»…

Non lavoro perché nera: la denuncia di Judith e l’approfondimento del Giornale

Tra i tanti che hanno accolto, rilanciato e commentato tra sdegno e sgomento quanto rivelato via social dalla ragazza, il Giornale non ci vede chiaro e seguendo la scia di un dubbio che, evidentemente, col passare delle ore e con l’aggrovigliarsi delle parole della ragazza, diventa sospetto, adombra la possibilità che qualcosa non torni nel racconto di Judith. E a testimonianza delle perplessità, allega l’audio che la giovane fornisce al giornalista che ha approfondito la questione per conto della testata. Del resto, neanche a dirlo, dopo il video postato nel pomeriggio del 4 ottobre scorso sul proprio profilo Facebook da Judith, sul web si è scatenato l’inferno: e tra chi urlava allo scandalo, chi profetizzava inquietanti scenari di odio e di razzismo, e chi invocava la gogna mediatica per il perfido ristoratore rimasto ignoto, persino il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro si era sentito di scendere in campo in difesa della ragazza ghettizzata e boicottata, arrivando a definire «l’episodio assurdo, discriminatorio» e scusandosi a nome dell’intera città. Una situazione esplosiva, i cui echi polemici continuano a deflagrare a distanza di giorni, su cui il Giornale ha voluto scavare.

Eppure qualcosa non torna: perplessità dopo un audio della ragazza…

Del resto, come scrive il quotidiano diretto da Sallusti, «una denuncia del genere rimbalza come una pallottola impazzita e così abbiamo deciso di contattare la ragazza. La cerchiamo su Facebook, le chiediamo cosa è accaduto e ci scambiamo i numeri di telefono. Lei ci chiede se può mandarci dei vocali, noi acconsentiamo», ma alla fine, tra scambi e confronti, il giornalista che vuole approfondire e delineare più nitidi contorni della vicenda, va sul sito del presunto annuncio, cerca il ristoratore, un numero, ma come scrive l’articolo in esclusiva sul pur rigoroso sito di Subito.it «c’è un solo annuncio per Venezia città con una richiesta dove compare il numero di cellulare. Ma in questo caos, abbiamo anche un ristorante di cui non sappiamo il nome. La ragazza, infatti, non ricorda nemmeno il nome del ristoratore con cui si è incontrata. E in più ha un iPhone che cancella le chiamate meno recenti. (Noi in memoria abbiamo ancora quelle del 26 settembre scorso e lei dice di aver chiamato lunedì 1 ottobre)». Insomma, più passano le ore, più la vicenda appare nebulosa e rivela molti punti oscuri da chiarire: ci si riuscirà?

Commenti

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  • flaviomps@hotmail.it 10 ottobre 2018

    Sei una bugiarda e disonesta, La rana dalla bocca larga…….

  • pietro.parini@tin.it 9 ottobre 2018

    Questa qui fa il paio con le verginelle che si ricordano ,dopo decenni – però che memoria – di essere state molestate – SIC – Ora dato che il brand molestie sessuali non fa più molta audience, in Italia fa molta più audience il razzismo , e allora Vai !!! Che tanto i cretini che ci credono o fanno finta di crederci sono tanti !!!

  • flo.faso@libero.it 9 ottobre 2018

    ma si è capito subito che ha inventato tutto, poi mi sa che dalla voce donna donna non è – comunque a delle mani con unghie schifose sicuramente metterebbe nelle cose che serve al cliente gli unghioni e i ditoni onti mandarla a c******

  • laura_scattola@yahoo.it 9 ottobre 2018

    Ha inventato tutto per farsi pubblicità perchè non le bastano le foto mezza nuda che ha nella pagina FB.. I colloqui di lavoro non si fanno per strada vicino al ponte delle Guglie. Troppi ci sono cascati compreso Brugnaro che ha fatto le scuse anche nome dei veneziani, con quale diritto? io non chiedo scusa a questa che ha inventato una storia per buttare fango sugli italiani razzisti, anzi le dico: vergognati. Poveretti quelli che l’hanno adottata, ma sanno quello che fa?

  • flaviomps@hotmail.it 9 ottobre 2018

    Dimenticavo di dirti che secondo me sei una bugiarda……

  • flaviomps@hotmail.it 9 ottobre 2018

    Ma se non sei contenta perchè non ti fai rimandare al tuo paese di nascita, vedrai che la ti fanno lavorare nei ristoranti…io quando vedo che in un bar ce uno di colore non entro, pensa un po se mi deve portare un piatto di minestra, con quelle mani che non si capisce se sono pulite o sporchè ( non ho detto nere ) o solo detto sporchè, in effetti se guardi bene sono nere, come se fossero sporchè. Sembra come se non si lavassero mai………Ma insomma nostro signore quando ha creato l’Universo, a voi di colore vi ha piazzato la in Afrtica, ce un motivo……..e allora state la e non rompete qua……………

  • giovanni vuolo 9 ottobre 2018

    IN QUESTO MONDO IMPAZZITO, LA RAGAZZA HA TROVATO UN ABUSATO ESPEDIENTE PER FARSI PUBBLICITA’ , FINALIZZATA A BEN ALTRI SCOPI. INFATTI L’ABBIAMO GIA’ VISTA IN TV, DOVE SI E’ PRESENTATA CON UN LOOK POCO ADERENTE AD UNA ASPIRANTE CAMERIERA, E CREDO NON CE LA TOGLIEREMO DI TORNO TANTO PRESTO. NELLA PEGGIORE DELLE IPOTESI, LE SONO GIA’ PERVENUTE COPIOSE OFFERTE DI LAVORO CHE PERO’ NON CREDO LA RAGAZZA VORRA’ ACCETTARE, VISTO CHE ORMAI E’ SOTTO I RIFLETTORI.

  • info@ilconsumatore.eu 9 ottobre 2018

    Tra la gente di colore, deve esserci una specie di passaparola perché con questo storia del razzismo ci stanno marciando. Tra l’altro, questa ragazza non parla bene nemmeno l’Italiano, e sarà difficile farsi capire o capire quello che dice il cliente.
    Ma la questione sembra che non riguarda il colore della pelle, ma la lunghezza delle unghie. Credo che anche una ragazza italiana abbia potuto avere un diniego per la stessa ragione o, per esempio, se dovesse lavorare sulla tastiera di un computer. Ancora una volta si è fatto un castello di accuse e di motivi di far starnazzare tutte le papere e le oche piadine, e di sinistra. Non meritava tutto questo casino per una questione dove il razzismo c’entra come i cavoli a merenda e la ragazza farebbe bene a d imparare bene l’italiano. Ho compassione per i genitori che l’hanno adottata, i quali mi sembra non siano riusciti a farla maturare come donna e soprattutto come italiana.

  • serralisetta21@gmail.com 9 ottobre 2018

    C’e Chi cavalca queste problematiche per avere visibilità. Un assurdo

  • francesco-matarazzo@live.it 9 ottobre 2018

    La verità è che non hanno voglia di fare un tubo…solo suonare, ballare in TV o chiedere l’elemosina davanti ai negozi (i più sfortunati).

  • vittorio.sciullo@libero.it 9 ottobre 2018

    ma una ragazza così ben ingioiellata e curata, con quelle dita e quelle unghie a fare la cameriera è sprecata, meglio fare la soubrette.

  • mariosmanca35@gmail.com 9 ottobre 2018

    Una sera stavo aspettando il treno della metropolitana, quando vidi una ragazza correre tutta spaventata verso di me a chiedermi aiuto. Mi accorsi che era di colore. Mi tenni sulle mie e finsi di non capire. Mi urlò che volevano violentarla. Erano quattro marocchini o roba del genere. Vidi un CC e gli dissi di intervenire. Appena scorto il milite, stavano per squagliarsela, ma furono presi.
    Giorni dopo la stessa ragazza mi riconobbe e invece di ringraziarmi mi dette del vigliacco “perché avevo chiesto aiuto a uno sbirro”. Che andassero a dar via le chiappe col buco che c’è in mezzo!
    Mario Salvatore Manca

  • annamariainnocenzi@yahoo.it 9 ottobre 2018

    Si sarà consultata con i compagni dei Centri sociali. Oggigiorno fa molta presa lo schiamazzo sui sostenitori lobotomizzati del razzismo.

  • viktlrsi@hotmail.com 9 ottobre 2018

    NON
    Mi piace che il mio piatto sia toccato da una mano nera !
    Tornino i camerieri ad usare i guanti bianchi !

  • giannicasali1947@gmail.com 9 ottobre 2018

    Gentilissimo Signor Sindaco, troppa fretta nell’esprimere solidarietà…………

  • Serdanip@outlook.com 9 ottobre 2018

    A me puzzava da subito….è solo un cretino non si ricorderebbe ne’ il nome del ristorante ne’ quello del ristoratore. Un cretino o uno scansafatiche.

  • amerigo.lori@alice.it 9 ottobre 2018

    Mitico! Faccetta nera vuole pubblicità low cost

  • lamberto.lari@hotmail.it 9 ottobre 2018

    Io non sono razzista, e credo non sia un reato se all’interno della mia azienda non desidero avere dipendenti con tatuaggi, con capelli viola, musulmani, di pelle nera o con gli occhi a mandorla.
    Pure nei concorsi pubblici si segnalano alcune limitazioni legate alle caratteristiche sopra citate, addirittura riguardanti anche l’altezza oppure la taglia come nel caso delle modelle è questo razzismo??? Atteggiamento discriminatorio??? No! Allora perché in questo caso si invoca faziosamente e subdolamente e aggiungo in modo strumentale questa tesi??? A pensare male si fa peccato, ma credo che sia ora di finirla con queste sceneggiate che istigano si al razzismo. Meglio essere più veri onesti e trasparenti ed accettare anche delle limitazioni che piaccia si piaccia no, fanno parte della libertà di ciascuno……rispettandolo perché nella realtà non c’è di fatto volontà di mancare di rispetto, offendere e tantomeno trasmettere sentimenti di razzismo ma semplicemente quello di operare delle scelte.

  • t.ricci.av@gmail.com 9 ottobre 2018

    Un altro elemento di perplessità: una ragazza che si adopera per ottenere un lavoro di cameriera in un ristorante non si presenta con quelle unghie, molto simili ad artigli, per il semplice fatto che le condizionano molto la manualità. Con quelle unghie è problematico anche maneggiare piatti e stoviglie.

  • donatellaclinanti@gmail.com 9 ottobre 2018

    lo stesso rossissimo toscani è pieno di dubbi, non solo, consiglia anche alla fanciulla in questione di sistemarsi le unghie inidonee a quel lavoro

  • lorenzaceccaroni@libero.it 9 ottobre 2018

    Non ha voglia di lavorare e si inventa il razzismo

  • cardi.f@web.de 9 ottobre 2018

    IL CASO “DAISY 2”; L’IMPORTANTE È DARE L’ALLARME RAZZISMO, POI SI SCOPRE CHE È L’ENNESIMA BUFALA, MA NESSUNO NE PARLA PIÙ E NELLA MEMORIA COLLETTIVA CONTINUANOI A VOLARE UOVA SODE CONTRO I NERI E NON POSSONO TOCCARE I PIATTI DEI BIANCHI. NELLACONFEDERAZIONE SUDISTA (CSA) IL PERSONALE DI SERVIZIO E DI CUCINA ERA COMPOSTO DA SCHIAVI NERI… FORSE NON ERANO RAZZISTI NEL PAESE DEL KU-KLUX-KLAN? E ANCORA OGGI MILIONI DI COGL..NI CREDONO; CHE SIA STATO NERONE AD APPICCARE IL FUOCO ALLA SUBURRA!

  • maskalzone@yahoo.it 8 ottobre 2018

    ASIA ARGENTO DUE

  • mgarba68@gmail.com 8 ottobre 2018

    Forse sperava la chiamassero a fare la modella o in qualche programma televisivo

  • max.bialystock@libero.it 8 ottobre 2018

    vuole farsi solo molta pubblicità gratuita
    e tutti ci cascano…

  • claudia.pittol@libero.it 8 ottobre 2018

    Perché c’era qualche dubbio?