Noi diamo le motovedette ai libici e loro attaccano i pescherecci italiani

Invece di fermare i migranti, le motovedette libiche cominciano ad attaccare  i pescherecci  italiani. Sembriamo tornati agli anni Settanta e Ottanta, quando nelle acque del Mediterraneo era frequenti gli “incidenti” dei pescherecci italiani sequestrati” dalle navi militari  nordafricane: non solo libiche ma, spesso, anche tunisine.

La notizia è che due imbarcazioni di Mazara del Vallo sono state sequestrate da una motovedetta  libica nella tarda serata di ieri. Si tratta del motopesca Afrodite Pesca, di proprietà della omonima società armatoriale dei fratelli Pellegrino (140 tonnellate di stazza lorda, con 6 uomini di equipaggio a bordo al comando del capitano Vincenzo Pellegrino) e del motopesca Matteo Mezzanino, di proprietà della società armatoriale M.c.v.  Pesca dell’armatore Vincenzo Asaro (sette uomini di equipaggio al comando del capitano Alberto Figuccia). A darne notizia è il sindaco di Mazara del Vallo (Trapani), Nicola Cristaldi, per il quale “ancora una volta assistiamo all’utilizzo della violenza nei confronti della marineria siciliana e di quella di Mazara del Vallo in particolare”.

Il fatto è tanto più sconcertante se si considera che l’Italia ha in anni recenti rifornito di motovedette la marina libica al fine di fermare i barconi di migranti diretti verso l’Italia. Adesso, le stesse motovedette ce like ritroviamo contro le imbarcazioni italiane.

Il sequestro sarebbe avvenuto a circa 29 miglia dalla costa libica di Derna. La vedetta libica, arrivando sul luogo, avrebbe cominciato a sparare senza alcun preavviso colpi di arma da fuoco, provocando danni alla  cabina e alle attrezzature del motopesca Afrodite. “Soltanto per una fatalità non si sono registrati feriti” denuncia Cristaldi. I militari libici, saliti a bordo dei due natanti, hanno intimato ai comandanti di intraprendere la navigazione verso la costa libica. I due pescherecci sono giunti in nottata al porto Ras Al Hilal. Gli equipaggi stanno bene e non risultano agli arresti.