Niente carcere per lo stupratore gambiano. L’ira dei poliziotti (video)

Il gip di Ragusa ha liberato lo stupratore gambiano. A.S. di 26 anni  a maggio aveva violentato una richiedente asilo nella struttura iblea che la ospitava e in cui lui lavorava come mediatore culturale per facilitare l’integrazione degli immigrati.

Libero lo stupratore gambiano

L’aveva minacciata di morte perché non parlasse e il giorno successivo si era riavvicinato a lei accusandola di aver violato una regola della struttura, finendo poi con il fratturarle le ossa nasali, la mascella e uno zigomo perché si era difesa minacciando di dire alle forze dell’ordine cosa le aveva fatto. Il 26enne aveva fatto perdere le proprie tracce. Gli uomini della Squadra mobile di Ragusa, operando con l’Ufficio immigrazione della questura, lo hanno individuato venerdì scorso e arrestato. Ma per lui, come ricostruisce il Giornale, non si sono aperte le porte di nessun carcere, e nemmeno i domiciliari, ma è stato deciso il divieto di avvicinamento alla vittima e l’obbligo di dimora nel comune della provincia di Ragusa in cui abita. Una notizia che ha fatto indignare i cittadini e le forze dell’ordine. «Questa è la nostra giustizia – dice  un poliziotto al Giornale – Ci si affanna per arrestare delinquenti e il giorno dopo chi si è macchiato di un reato viene liberato. Per questo mediatore culturale si è pure saltato il passaggio dell’arresto e di conseguenza non c’è stata nemmeno una notte, macché dico, un’ora, in carcere. Perché c’è stata solo la lieve misura cautelare decisa dal magistrato?».