“Nessun rischio per Saviano”. Verso la riduzione della scorta per lo scrittore di Gomorra

La prima ipotesi è stata fatta dalla testata online 24.it e rilanciata da Dagospia ma oggi ne parlano un po’ tutti i giornali. La scorta per lo scrittore Roberto Saviano potrebbe subire dei pesanti tagli, come informa La Stampa, secondo cui “ai primi di luglio il Comitato per l’ordine e la sicurezza di Roma coordinato dalla prefetta Paola Basilone ha preso in esame la richiesta avanzata dal ministero dell’Interno sul caso Saviano ma non ha deciso nulla, perché lo scrittore non risiede più nella capitale”, anche se a quanto pare rischi reali per l’incolumità dello scrittore napoletano non ce ne sarebbero, attualmente, quando circola per la Capitale.

Anche da Napoli, secondo il quotidiano torinese, se ne sarebbero lavati le mani, ma con una precisazione: «Qui non esistono riscontri sui rischi per l’incolumità di Saviano». Idem per il prefetto di Caserta. «Un dato, tuttavia, appare certo: nessuno ha finora sostenuto un pericolo tale per mantenere la scorta di primo livello (la più alta) per Saviano. Anche perché con i risultati ottenuti nella battaglia contro il clan dei Casalesi e l’arresto di tutti i boss, luogotenenti e killer, lo scrittore (scortato dal 13 ottobre 2006), non corre più tanti rischi per la propria incolumità», scrive ancora La Stampa.

Ma il ministro Salvini sta giocando un ruolo in questo eventuale taglio della scorta? Nello scorso giugno il ministro dell’Interno dichiarò: «Saranno le istituzioni competenti a valutare se Saviano corra qualche rischio, perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani», lavandosene, almeno apparentemente, le mano e beccandosi la replica piccata dello scrittore: «Credi che io sia felice della mia vita blindata? Non mi fai paura. Buffone».

L’ultima parola spetterà all’Ucis, l’Ufficio interforze per la sicurezza personale.