«Moscovici attacca il governo italiano per un seggio alle prossime europee»

«Le affermazioni di Pierre Moscovici non vanno intese come manifestazioni di odio o di insulto verso l’Italia, ma come una necessità di trovare uno spazio di azione politica in vista delle elezioni europee del prossimo maggio». A parlare è l’ex-direttrice dell’Istituto italiano di cultura a Parigi Marina Valensise, figlia di Raffaele, storico esponente del Msi prima e di An dopo.

Lo dice Marina Valensise, esperta di politica francese

«Moscovici – dichiara Valensise in un’intervista all’Adnkronos – è un politico e socialista già ministro dell’economia di Hollande e commissario europeo in scadenza nel 2019». Tradotto, significa che il commissario Ue userebbe la propria postazione istituzionale per caratterizzarsi in vista della prossima campagna elettorale europea. Moscovici, prosegue la scrittrice, «ha rilasciato proprio oggi un’intervista a Le Monde in cui smentisce di volere diventare capolista socialista alle elezioni europee di maggio prossimo, dicendo di volersi riprendere la sua libertà di pensiero e di parola». L’obiettivo, spiega Valensise, è smarcarsi dai socialisti «Macron-compatibili» per avviarsi verso «un’idea diversa di Europa popolare ma non populista» in cui convivano «sia la destra, sia la sinistra».

Moscovici è dato in avvicinamento a Macron

Del resto, il ritratto che di lui traccia l’ex-direttrice dell’Istituto italiano di cultura ne evidenzia bene l’ambizione: «È un uomo colto – avverte – e gli piace citare Talleyrand quando diceva: è il momento di mettersi a disposizione degli eventi». Il fatto che a Le Monde abbia smentito la voce che lo accreditava come capolista socialista alle prossime elezioni di maggio, è solo un modo per confermare la sua volontà di candidarsi altrove, cioè proprio in un rassemblemant di marca macroniana. «È chiaro – sottolinea infatti Valensise – che lui resterà in politica, ma con una posizione europeista molto chiara». Una chiarezza che oggi Moscovici non ritrova più nei suoi vecchi compagni socialisti.

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