Migranti, il vizietto della Francia: ci fu un altro sconfinamento. La Procura indaga

Trasporto di stranieri nel territorio dello Stato con atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso. È il reato ipotizzato dalla procura di Torino, che ha aperto un fascicolo a carico di ignoti sulla vicenda dei migranti fatti scendere da un furgone della gendarmeria francese a Claviere. A darne notizia una nota della Procura in cui si precisa che «non risulta che le autorità italiane siano state poste a conoscenza da parte di quelle francesi di quanto accaduto».

Nella nota la Procura di Torino fa poi sapere che, oltre alle indagini in Italia, emetterà un ordine di investigazione europeo, «confidando nella doverosa collaborazione della competente autorità francese». La stessa procedura era stata seguita anche per il blitz della polizia doganale francese nella sala d’attesa della stazione di Bardonecchia, dove era stato allestito un centro di accoglienza per migranti. A quanto risulta, però, le autorità d’Oltralpe ancora non avrebbero risposto alla magistratura italiana.

Ma il caso di sabato a Claviere non sarebbe né il primo né l’unico. E, a giudicare dalle informazioni trapelate, neanche il più grave. La Procura, infatti, ha rivelato l’esistenza di un’altra indagine su un altro caso di sconfinamento della polizia francese. L’episodio risale al 2 agosto, quando, a un paio di chilometri dal confine italiano, due abitanti di Claviere sono stati fermati, in due circostanze diverse, da uomini armati riconosciuti come francesi. Gli uomini, che erano in tuta mimetica e con il giubbotto antiproiettile, hanno identificato i cittadini italiani e impedito a uno di loro, che era in moto, di proseguire il suo percorso. I francesi, usciti da un bosco di Cesana Torinese, hanno inoltre intimato ai due italiani di non parlare della vicenda.