Meloni ricorda Norma Cossetto, stuprata e uccisa dai partigiani titini

Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana di un paese vicino Visignano, in provincia di Pisa, fu uccisa da partigiani jugoslavi nel 1943, dopo essere stata torturata e violentata e gettata in una delle tante foibe che caratterizzano il territorio della Venezia Giulia assieme ad altri 25 sventurati nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943, e di cui oggi ricorre l’anniversario del martirio. La leader di Fratelli d’Italia ha ricordato la giovane italiana assassinata sulla sua pagina Facebook: “In ricordo di Norma Cossetto, italiana d’Istria, uccisa dai partigiani titini per non aver voluto rinnegare il suo amore per l’Italia. Una giovane donna seviziata e uccisa dai comunisti, che per questo non ha mai meritato una parola di solidarietà da parte delle femministe. Io non dimentico!”. Come i nostri lettori ricordano, la lapide a Norma Cossetto ha Latina è stata danneggiata pochi mesi fa dai nemici della memoria: ma in pochi giorni è stata ripulita la stele dedicata a Norma Cossetto all’interno del giardino a Latina, la giovane studentessa istriana martire delle foibe, violentata e uccisa dai partigiani titini nel 1943. Si tratta della quinta volta che la lapide e la memoria della giovane subicono un oltraggio di questo tipo, la seconda in un mese. E si tenga presente che l’inaugurazione avvenne appena lo scorso 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo dedicato alle vittime delle foibe, dell’area verde in via Cimarosa nel quartiere Q4 della città pontina. E nel marzo scorso a Padova è stato impedita la presentazione di un libro su Norma Cossetto. Fabio Rampelli di Fratelli d’Itlia stigmatizzò l’episodio: “Nessun rispetto per Norma Cossetto. Prima il monumento a lei dedicato a Latina viene deturpato, poi viene bloccato un convegno di ricordo alla presenza di importanti personalità istituzionali a Padova. È inaccettabile. Per la solita storia: “strumentalizzazione fascista”… Il ricordo di una giovane ragazza trucidata dai partigiani di Tito durante l’eccidio delle foibe è ora un fatto da “intolleranti”. Sono arrivate persino minacce di morte. È un’inaccettabile limitazione della libertà di espressione. È la conferma che per antagonisti e centri sociali non esiste un diritto alla libertà di opinione che non preveda un loro preventivo lasciapassare, un’idea leninista inaccettabile. Se esiste in Italia una sinistra democratica di faccia sentire, per non essere complice”. Lo ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.